Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Discarica Autigno: inquinamento, danni e processo

Parti lese il comitato Salute di San Vito, il ministero dell’Ambiente, la Provincia, il Comune di Brindisi e l’associazione Italia Nostra. Dopo la risoluzione del contratto con Nubile, l’estrazione del percolato affidato alla Fimab, società che chiede di ampliare la casa di argilla nella stessa zona: geologo è l’ex direttore della discarica, imputato con Screti

BRINDISI – Il Comitato “Salute, Ambiente e Territorio” di San Vito dei Normanni sarà parte civile nel processo sulla discarica Autigno, nel quale sono imputati l’ex amministratore unico della Nubile, Luca Screti, e l’ex direttore del sito, Giuseppe Masillo, geologo che ha firmato anche la relazione tecnica con cui la società Fimab ha chiesto al Comune di Brindisi l’autorizzazione per ampliare la cava di calcare che si trova nella zona in cui c’è il sito di proprietà dell’Amministrazione cittadina.

La zona delle cave e delle discariche di AutignoLa Fimab che è in attesa dell’esito della conferenza di servizi per ottenere il via libera, si è già affacciata negli uffici di Palazzo di città perché il Comune le ha affidato i  “servizi a supporto della gestione post-operativa” di Autigno, dopo la risoluzione del contratto con Nubile per gravi inadempienze. Fimab, per la durata di 30 giorni, si è occupata di “estrazione e rimozione del percolato, rilievo dei battenti idraulici nei pozzi, manutenzione ordinaria delle apparecchiature e  redazione del piano di sicurezza”.

Tutto al costo di 7.320 euro, come risulta da una delle ultime determine firmate dall’architetto Fabio Stefano Lacinio, in qualità di dirigente del settore Ecologia, controllo e risanamento ambientale, passato sotto la responsabilità dell’ingegnere Gaetano Padula, con l’arrivo della gestione commissariale conseguenza dello scioglimento del Consiglio comunale, 48 ore dopo gli arresti dell’imprenditore Luca Screti (nella foto in basso) e dell’ormai ex sindaco Mimmo Consales, con l’accusa di corruzione mossa dalla Procura in relazione all’affidamento in gestione dell’impianto di Cdr alla Nubile. Inchiesta ancora in corso, dopo le dichiarazioni rese dall’imprenditore che resta ai domiciliari, al pari di Consales.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlLa società Nubile gestiva anche la discarica e sul sito di contrada Autigno la Procura è già arrivata a una prima conclusione con riferimento a Screti e al direttore tecnico Masillo contestando la violazione di una serie di prescrizioni contenute nell’Aia, mentre per gli altri cinque indagati, tutti dirigenti pubblici, tra funzionari del Comune, della Provincia e dell’Arpa, è stato disposto lo stralcio e l’ipotesi di omissione d’atti d’ufficio inizialmente contestata potrebbe essere modificata in seguito agli accertamenti ulteriori delegati ai carabinieri del Noe.

Screti continua a sostenere di aver avuto in gestione la discarica inquinata e i suoi avvocati hanno scritto al Comune per anticipare la richiesta di risarcimento danno per oltre 40 milione di euro.  L’imprenditore e Masillo, rispondono di violazioni rispetto al contenuto dell’autorizzazione integrata ambientale: “l’assenza di idonea copertura giornaliera dei rifiuti, l’inadeguatezza dello stoccaggio e dell’abbancamento, la presenza di percolato su lotti in esercizio e su quelli non operativi, inadeguatezza delle protezioni dei rifiuti, presenza di rifiuti non omogenei, inadeguatezza del sistema di canalizzazione e raccolta delle acque meteoriche e ancora assenza delle previste garanzie finanziarie e realizzazione di nuove opere in assenza della preventiva autorizzazione”.

Inoltre “Screti in concorso con Masillo, direttore su incarico della Nubile dal primo maggio 2011 in poi, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso violavano” altre prescrizioni dell’Aia legate al “monitoraggio ambientale che prevedeva, a carico del gestore, l’esecuzione di analisi sulla composizione delle acque sotterranee per tutti i pozzi di monitoraggio previsti, con cadenza mensile, trimestrale, semestrale e annuale a seconda dei parametri da ricercare e dei livelli di falda da determinare”. Secondo il pm non avrebbero “effettuato alcuna analisi nel 2011 e nel 2014”, mentre nel 2012  e nel 2013 si sarebbero limitati ad analisi “solo parziali.

Il pm, infine, ha “incolpato la società Nubile srl, per responsabilità amministrativa dipendente dai reati contestati” (la srl è seguita dall’avvocato Gaetano Melucci del foro di Taranto). Sono persone offese: il Ministero dell’Ambiente, la Regione Puglia, la Provincia di Brindisi, il Comune di Brindisi, l’associazione Italia Nostra Onlus e il comitato Salute Ambiente & Territorio con sede a San Vito dei Normanni, in persona del presidente. Dopo Paolo Pellicola, il Comitato ha eletto Maurizio Tamborino e ha anticipato la volontà di partecipare al processo con richiesta di risarcimento dei danni.

Cesare CastelliNessuna decisione, al momento, è stata assunta dal Comune di Brindisi: dovrà pronunciarsi il commissario Cesare Castelli (in foto) con delibera, avvalendosi dei poteri della Giunta che gli sono riconosciuti. Processo a parte, di Autigno si continua a parlare a Palazzo di città sempre per problemi di inquinamento  perché per l’estrazione del percolato, l’Ente ha impegnato la somma di 250mila euro che, a quanto pare, dovrà essere chiesta  alla Nubile.

Avrebbe dovuto essere la società Nubile a occuparsi dell’estrazione del percolato secondo il Comune, nonché secondo la Procura che non solo ha diffidato l’Amministrazione a procedere  in sostituzione del vecchio gestore, ma ha anche evidenziato che Screti, in veste di amministratore unico, fece pressioni tanto sulla parte politica, quanto su quella tecnica, perché l’Ente liquidasse la somma di un milione di euro proprio per procedere con le attività di questa natura. Ed è anche sulla base di tale assunto che i pm hanno ravvisato l’attualità del pericolo di reiterazione del reato, ritenendo necessario l’arresto per Screti e Consales.

L'ingresso della discarica di AutignoL’altra motivazione posta a base dell’ordinanza di custodia cautelare è legata al fatto che Screti, stando agli elementi raccolti in fase di indagine, avrebbe proposto al Comune la realizzazione di una discarica per rifiuti nuova, privata, in una zona argillosa sulla strada in direzione di Mesagne, su terreni di cui sosteneva di avere già la disponibilità nel periodo dell’emergenza, quando c’era stato il sequestro di Autigno per inquinamento della falda. Ma su quel sito non aggiunse altro, né se fosse Nubile il proprietario, né se fosse un’altra società.

Qualcosa la dissero i consiglieri comunali di opposizione, secondo i quali si trattava di un sito dove veniva estratta argilla per le attività fatte in discarica. Di una cava argillosa, è proprietaria la società brindisina Fimab srl, in località Albanesi, sulla strada per Mesagne, all’altezza dello svincolo per San Donaci. La Fimab, che è assolutamente estranea all’inchiesta, fa parte del gruppo Scapecchi come emerge dal sito internet, nel link dei contatti. E scrive al Comune di Brindisi il 9 giugno 2015, per “sottoporre a procedura di Valutazione di impatto ambientale e ampliamento una cava di argille e sabbie calcaree in località Albanesi”. L’istanza viene integrata il 3 settembre 2015, poi il successivo 16 novembre e infine il 14 gennaio 2016: tra gli allegati c’è la “relazione geologica, geomorfologica, geotecnica e idrologica a firma del tecnico geologo Giuseppe Masillo”. Nel frattempo diventato imputato con Screti.

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