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La discarica in contrada Autigno

La discarica in contrada Autigno

Autigno, percolato ancora da smaltire: altri 250mila euro

La spesa sostenuta dal Comune che intende rivalersi sull’ex gestore Nubile per ottenere il rimborso del costo. Responsabile del procedimento è lo stesso ingegnere ascoltato come persona informata sui fatti nell’inchiesta per corruzione che ha portato all’arresto di Consales

BRINDISI – Altri 250mila euro per estrarre, trasportare e smaltire il percolato presente nella discarica di Autigno: la somma è stata impegnata per la terza volta dal Comune di Brindisi, proprietario del sito finito sotto sequestro per inquinamento della falda il 5 maggio dello scorso anno. E sarà chiesta alla Nubile, ritenuto gestore inadempiente, su cui l’Amministrazione intende rivalersi per ottenerne il rimborso.

L'ingresso della discarica di AutignoLa gara è stata aggiudicata in via definitiva al raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Ecoambiente srl con Sir srl, a fronte di un ribasso pari all’11,55 per cento, con un prezzo unitario offerto di 39 euro e 80 centesimi per tonnellata oltre Iva, per un costo complessivo che ammonta a 174.678,87 euro a cui bisogna aggiungere cinquemila euro a titolo di oneri per la sicurezza e l’Iva al 22 per cento (in foto l'ingresso della discarica).

Il provvedimento è del dirigente del settore Ecologia, Gaetano Padula, firmato il 12 aprile scorso a conclusione della “procedura aperta per l’affidamento del servizio di carico, trasporto e smaltimento del percolato dai lotti della discarica di prima categoria sita in contrada Autigno”, avviata dopo il richiamo della Procura di Brindisi nell’ambito dell’inchiesta ancora in corso che ha portato, dopo i sigilli al sito, alla notifica di sette avvisi di garanzia notificati dai carabinieri del Noe di Lecce a dirigenti di Amministrazioni pubbliche, tra Comune, Provincia e Arpa.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlE’ stato disposto lo stralcio con citazione diretta e a giudizio per l’imprenditore Luca Screti (in foto), in qualità di ex amministratore unico della società Nubile a cui era stata affidata in gestione la discarica e  non solo l’impianto di Cdr, oggetto di altra inchiesta, quella per corruzione, confessata poco dopo gli arresti, con tangenti pagate all’ex sindaco Mimmo Consales (entrambi sono ai domiciliari). Screti ha ammesso di aver versato 30mila euro attingendo dal suo compenso come amministratore unico della srl e ha confermato che la somma sia stata usata da Consales per saldare una parte dei debiti con Equitalia legati alla vecchia società di comunicazione News sas, per la quale lo stesso ex primo cittadino, è già sotto processo.

Stessa strada processuale di Screti, in relazione alla discarica, per Giuseppe Masillo, all’epoca direttore di Autigno, in relazione a violazioni delle prescrizioni contenute dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale.

Il pm Valeria Farina ValaoriIl sostituto procuratore Valeria Farina Valaori, (foto accanto) titolare del fascicolo su Autigno, ha “diffidato il Comune di Brindisi, in persona del sindaco pro tempore” a “provvedere entro dieci giorni alla risoluzione delle problematiche” presenti nel sito “anche in sostituzione del gestore non adempiente”, la società Nubile srl. Che a questo punto potrebbe vedersi recapitare la richiesta di pagamento di 250mila euro da parte del Comune, in aggiunta alle somme che l’Ente ha già speso per il percolato.

Il provvedimento del pm, infatti, è dell’11 settembre 2015 e l’Amministrazione “si è già attivata nei mesi recenti con due precedenti procedure pubbliche ai fini della individuazione di soggetti che hanno estratto, ad oggi, oltre 6.500 tonnellate di percolato dalla discarica di contrada Autigno”. La fattura, quindi, da spedire alla Nubile sarebbe la numero tre perché si aggiunge alle altre per il percolato da estrarre.

“E’ necessario continuare le attività di raccolta, trasporto e conferimento presso impianti autorizzati del percolato prodotto, al fine di evitare l’indesiderato accumulo”. Per il dirigente Padula, si tratta di “questione che riveste criticità assoluta, alla luce della necessità di garantire il rispetto delle condizioni ambientali nel sito”.

IL PM GIUSEPPE DE NOZZA E SAVINA TOSCANI-2Le nuove operazioni dovrebbero andare avanti per almeno 60 giorni. Responsabile del procedimento è l’ingegnere Gianluca Cuomo, lo stesso che i pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani (nella foto al lato), titolari dell’inchiesta sull’impianto di Cdr, hanno ascoltato a titolo di persona informata sui fatti: il funzionario, anche dell’Oga, venne ascoltato assieme all’ex ingegnere capo del Comune, Pietro Cafaro, perché furono i primi a nutrire dubbi sul reale funzionamento del sito di via per Pandi e contestarono alla Nubile condotte che solo dopo l’intervento della Regione Puglia come commissario Oga, sono state alla base della risoluzione del contratto per gravi inadempienze del gestore.

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