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“Multiservizi fragile”: mistero sul bilancio 2014 e fascicolo in Procura

Dai revisori dei Conti l'invito a tenere alta l'attenzione sulla partecipata del Comune che non ha ancora approvato il consuntivo: nel 2013 rosso di oltre un milione di euro, ma la maggioranza deliberò un futuro aumento di capitale entro il 30 giugno prossimo. La documentazione acquista dai finanzieri

BRINDISI – Vero che i revisori dei Conti del Comune hanno dato parere favorevole al conto consuntivo 2014 dell’Amministrazione, ma è altrettanto vero che l’organo di controllo interno continua a sollevare dubbi sulla gestione della Multiservizi, anche perché non è ancora stato approvato il bilancio della società partecipata che viaggia con grandi numeri sia sul fronte dei dipendenti che delle perdite registrate negli ultimi tre anni.

Il commissario prefettizio Cesare Castelli durante la conferenza stampa di commiato-2La situazione economico-finanziaria della Multiservizi è stata definita “fragile” nella missiva che i revisori hanno scritto rivolgendosi al commissario Cesare Castelli perché esistono – sostengono – ““criticità economico-patrimoniali”, alimentate dal fatto che ad oggi non si hanno notizie nel bilancio versione 2014, nonostante i solleciti delle ultime settimane. Né è mistero che i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria abbiano acquisito documentazione contabile nella sede della partecipata, confluita in un fascicolo che sarebbe stato trasmesso in Procura a scopo conoscitivo. Non è neppure escluso che venga disposta un’ulteriore acquisizione documentale.

Il bilancio 2014 resta un mistero e che è destinato ad avere conseguenze su quello del Comune chiuso sì con un avanzo di amministrazione e con il rispetto del patto di stabilità nel 2015, ma pur sempre vincolato alle sorti della partecipata. Anche perché la maggioranza uscente, nella seduta del Consiglio comunale del 16 dicembre 2015 se da un lato deliberò il nuovo contratto di servizio concepito con lo scopo di dare ossigeno alla società, dall’altra approvò un “futuro aumento del capitale sociale per un milione di euro” da definire entro il 30 giugno prossimo, con versamento della somma e immediato utilizzo della stessa per il versamento dell’Iva relativa al 2014.

I verbali del consiglio comunale di allora riferiscono di uno scontro in Aula piuttosto accesso, alimentato dalla presenza tra il pubblico di alcuni dipendenti della Multiservizi. La delibera, in ogni caso, venne approvata con i soli voti del centrosinistra partendo dalla relazione del settore Servizi finanziari, letta in Assise dall’ex sindaco Mimmo Consales: veniva ricordato che “è punito con la reclusione da sei mesi a due anni” chi non adempie all’obbligo per un ammontare “superiore a 250mila euro per ciascun periodo di imposta”. Di fronte a un quadro penale del genere, per la Multiservizi sono state pensate tre tipi di azioni: la prima riguardava l’importo di “860.701,08, soglia di salvaguardia del profilo penale per il versamento iva”, la seconda la destinazione di “139.298,92 euro a riserva” e la terza si riferiva  alla “rateizzazione del residuo debito iva per 159.108,32. Quest’ultimo importo è il risultato della differenza tra il debito complessivo pari a 1.019.809,40 e 860.701,08.

Lavoratori della Multiservizi“Trascorso il termine senza l’eventuale concretizzazione dell’implemento di capitale, il versamento dovrà essere restituito al Comune” secondo un calendario preciso. Il punto è che la stessa Amministrazione, quindi il commissario, non ha contezza di quel che è successo nel frattempo tanto è vero che Castelli ha fatto sapere di voler “approfondire l’esame della vicenda connessa alla perdita di esercizio”. Perché non sembrano esserci dubbi sul fatto che anche il 2014 sia stato chiuso in negativo, tenuto conto del trend avuto nei tre anni precedenti, il punto interrogativo attiene alla somma che segue il segno meno.

Nel 2013  meno 1.153.551, nel 2012 meno 3.165.575 e nel 2011 517.288, importi che sono stati ricordati nella deliberazione della Corte dei conti nella quale sono state evidenziate manovre affrettate per il salvataggio della partecipata.

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