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Assenteisti al Comune di Brindisi, archiviazione per due impiegati

Antonio Caforio e Angelo Scalia non timbrarono il cartellino del collega Carlo Larocca. Il gip accoglie la richiesta del pm dopo gli interrogatori e l'ascolto di due testi ottenuto dalla difesa. I dipendenti del centro anziani rimasero indagati a piede libero

BRINDISI – Archiviate le posizioni di due dipendenti del centro anziani del Comune di Brindisi, inizialmente finiti sotto inchiesta con l’accusa di aver timbrato il cartellino del collega: Antonio Caforio e Angelo Scalia sono fuori dal procedimento penale scaturito dalle indagini delle Finanze sulle assenze di Carlo Larocca, titolare della pizzeria Romanelli per il quale si profila il patteggiamento.

Mauro MasielloIl giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, ha accolto la richiesta presentata lo scorso mese di ottobre dal pubblico ministero titolare del fascicolo, Valeria Farina Valaori, perché gli elementi raccolti non consentono di confermare l’ipotesi inizialmente affermata, secondo cui Caforio avrebbe smarcato le presenze di Larocca usando il suo badge 12 volte, mentre Scalia lo avrebbe fatto quattro volte dal primo gennaio 2015 al 20 aprile 2016. Circostanza smentita dai due, entrambi difesi dall’avvocato Mauro Masiello (foto accanto), il quale ha raccolto due testimonianze a sostegno della professione di innocenza dei due impiegati.

La prova non è tale da consentire di sostenere le accuse di truffa e falso al dibattimento. E’ plausibile, ad avviso del pm che a timbrare per coprire Larocca che era altrove, spesso in pizzeria, a volte nei centri commerciali, non fossero i due dipendenti del settore Servizi sociali, impiegati nel centro anziani del rione Bozzano. Ma altri. Rischia il processo Luigi Antonino, con l’accusa di aver timbrato il badge per conto di Larocca 233 volte nell’arco del periodo monitorato: il dipendente finì ai domiciliari, al pari di Larocca, per poi essere rimesso in libertà all’indomani dell’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip Tea Verderosa che sostituì la misura cautelare con quella interdittiva dal lavoro per la durata di un mese. Tale sospensione è stata dimezzata su pronuncia del Riesame, a cui ha fatto ricorso il difensore.

Larocca, dal canto suo, ha sempre escluso la complicità dei colleghi nel corso dell’interrogatorio davanti al gip, alla presenza del suo legale, Ladislao Massari.

Per il titolare della friggitoria, diventa sempre più concreta la strada del patteggiamento della pena, una volta definita la restituzione della somma contestata dalla Procura in relazione agli stipendi percepiti in maniera indebita viste le assenze.

Gli stipendi percepiti indebitamente da Larocca sono pari a 21.646,98 euro, stando ai conteggi dei finanzieri, e per questo il gip ha disposto il sequestro preventivo della somma “da reperire eventualmente sui conti correnti bancari di cui è intestatari”. I militari del Nucleo di polizia tributaria non hanno trovato nulla e per questo è stata sequestra l’auto, una Bmw, intestata a Larocca. Nel frattempo il Comune di Brindisi ha avviato il procedimento disciplinare con la contestazione degli addebiti.

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