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Nando Marino e Rino Scarano in Consiglio Comunale

Nando Marino e Rino Scarano in Consiglio Comunale

Marino: “Porto, la moratoria ora non ha più senso”

L'ex candidato sindaco del centrosinistra: "Con il decreto cambia lo scenario che c'era durante la campagna elettorale: Brindisi rischia di essere tagliata fuori da finanziamenti". Bocciatura anche da Fi con Mauro D'Attis

BRINDISI – “La moratoria adesso non ha più ragione di essere chiesta, visto che c’è un decreto che cambia lo scenario portuale: Brindisi ora rischia di restare fuori da finanziamenti e ruoli se sceglie la strada vecchia e non invece quella nuova”.

I due castelli del porto di Brindisi. In alto quello alfonsino, in basso quello svevoArriva da Nando Marino, ex candidato sindaco per il centrosinistra, il “no” all’ipotesi di moratoria di 36 mesi che il Comune di Brindisi può chiedere rivolgendosi, con istanza approvata dal Consiglio, al governatore della Puglia, Michele Emiliano, a cui spetta l’ulteriore passaggio di presentazione della domanda al ministro dei Trasporti, Graziano Delrio.

La maggioranza centrista-moderata di Palazzo di città sembra orientata a sfruttare questa possibilità anche se non è ancora chiaro per quale motivazione, a maggior ragione se si considera che voci interne alla coalizione di governo sostengono che la rotta da seguire dovrebbe essere quella che porta a Taranto, tenuto conto degli incontri che la sindaca Angela Carluccio ha avuto nei giorni successivi alla sua proclamazione. Quando non c’erano né Giunta, né Consiglio.

In vista della seduta monotematica prevista per il 7 settembre prossimo (con inizio alle 9), Marino chiarisce la sua posizione e quella della lista che porta il suo nome, in linea tra l’altro con quanto sostenuto dal Pd nella riunione organizzata ieri pomeriggio (domenica) dal consigliere Antonio Elefante. “E’ vero che durante la campagna elettorale avevo espresso parere favorevole alla moratoria, ma rispetto a quel periodo, la situazione è cambiata dal momento che è intervenuto un progetto di riforma portuale con inserimento di Brindisi nel sistema dell’Adriatico Meridionale assieme a Bari, Monopoli e Manfredonia”, dice Marino.

“Restare arroccati su quella posizione non ha senso: bisogna prendere atto della novità e della necessità di iniziare a lavorare in modo tale che Brindisi abbia ciò che merita. Fare politica, vuol dire questo. In caso contrario, c’è il serio rischio di restare fuori da finanziamenti”, va avanti Marino. “Una moratoria adesso sarebbe come un lento morire per il nostro porto che ha bisogno di tutt’altro rispetto al mantenimento di uno status quo che non giova a nessuno. Forse a pochi. E non è questo il futuro che merita Brindisi”.

L'ex vicesindaco Mauro D'AttisSulla stessa lunghezza d’onda, nonostante le distanze politiche, c’è Mauro D’Attis (nella foto), espressione di Forza Italia: “Per Brindisi la rotta da seguire è quella dell’Autorità unica di sistema”, dice. “Resta la nostra richiesta alla sindaca: spieghi, una volta per tutte, quali trattative sono state avviate con Taranto, se ce ne sono state perché non è chiaro il motivo che l’ha portata prima a incontrare il sindaco del capoluogo ionico e poi il ministro. Il risultato, come è noto, è stato opposto eppure sembra che la sindaca e i suoi non intendano cambiare idea. Perché?”.

La risposta potrebbe arrivare domani mattina nel corso della conferenza dei capigruppo, convocata dall’ufficio di presidenza in vista della seduta monotematica del Consiglio comunale.

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