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Sparatoria: "La sindaca sottovaluta: non sono piccole bande"

“Piccole bande criminali. In questo contesto riduttivo la sindaca ha inquadrato la sparatoria avvenuta al rione Bozzano ieri, alle 15. Ancora non è noto se ci siano stati feriti tra i protagonisti della sparatoria"

BRINDISI - “Piccole bande criminali. In questo contesto riduttivo la sindaca ha inquadrato la sparatoria avvenuta al rione Bozzano ieri, alle 15. Ancora non è noto se ci siano stati feriti tra i protagonisti della sparatoria. Ma a quell’ora con vari esercizi commerciali aperti: palestre, piscina, parrucchiere, lavanderia ecc. sarebbe potuto succedere qualcosa di ben più grave. Ma fortunatamente nessun passante è rimasto coinvolto. Solo fortunatamente”. Lo dice Cristiano D’Errico, componente del gruppo promotore di Articolo Uno.

“Solo un paio di mesi fa il procuratore Marco Dinapoli aveva spiegato, durante il convegno organizzato presso la scuola Salvemini di Brindisi, che ancora la città non si era liberata dalla Sacra corona unita. Ha detto  - prosegue D’Errico nel suo comunicato - che ‘ci sono ancora degli strascichi pesanti ed il problema non è ancora risolto. Quelle persone sono ancora qui e sono in grado di inquinare il tessuto della città.’  Il procuratore Dinapoli ha sottolineato in quell’occasione che la criminalità ha cambiato pelle, ha cambiato modus operandi, però è sempre operativa”.

“Ed i fatti di ieri, quindi, non possono essere ricondotti ad episodi da addebitare a ‘piccole bande criminali’, a ragazzini scapestrati. Questi pazzi  - dice ancora D’Errico - sparano e sparano per uccidere, nel pieno centro di un quartiere assai frequentato a quell’ora. La sindaca ignora (ma un avvocato dovrebbe saperle queste cose) che se ci sono rapine a mano armata e sparatorie, c’è anche una facilità mai registrata prima a reperire armi.”

“Basterebbe leggere le pagine di cronaca per capire cosa sta succedendo; basta poco per misurare il degrado sociale e la recrudescenza criminale. Ormai sono all’ordine del giorno sparatorie, rapine e sbarchi di droga che hanno sostituito quelli di sigarette. Fenomeni che si verificano perché manca un controllo efficace del territorio e mancano punti di riferimento istituzionali”, sostiene l’esponente di Articolo Uno.

“Si svegli, la sindaca, dal suo torpore: queste non sono piccole bande criminali, ma un fenomeno che rispetto a quello degli anni ‘80 ha cambiato pelle, pericolosamente. E non può essere affrontato con la stessa disinvoltura con cui si cambiano i componenti della giunta”.

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