Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

“Cultura della legalità per combattere mafia e corruzione”

Il presidente della Camera penale di Brindisi, Fabio Di Bello, e il vice Giampiero Iaia, ascoltati dalla Commissione regionale della Puglia sull’istituzione di organismi di inchiesta e di studio: “Necessario il coinvolgimento dei penalisti”

BRINDISI – Cultura della legalità, prima ancora che misure repressive, con il diretto coinvolgimento degli avvocati penalisti, nella lotta contro la mafia, anche nella declinazione di eco-mafia, e le forme di corruzione: i temi sono stati affrontati dal presidente della Camera penale di Brindisi, Fabio Di Bello, e dal vice Giampiero Iaia, nel corso dell’audizione davanti alla VII Commissione regionale della Puglia, chiamata a pronunciarsi su due proposte di legge.

giampiero iaia-2I due penalisti di Brindisi sono stati invitati questa mattina a Bari , assieme ai sei presidenti delle camere penali pugliesi, al procuratore aggiunto di Bari Giorgio Lino Bruno ed al dottor Nitti.

Sul tavolo dei consiglieri c’è la proposta presentata dal Movimento 5 Stelle, firmata – tra gli altri – dal brindisino Antonio Bozzetti – per “l’istituzione di una commissione di indagine e di inchiesta su infiltrazioni mafiose e della criminalità organizzata nel territorio regionale e sul cosiddetto fenomeno delle eco-mafie” e c’è anche quella presentata dal consigliere Zinni per l’istituzione di una “commissione speciale di studio e di indagine per la promozione della cultura della legalità e il contrasto a forme di attività corruttiva”.

Stesso filo conduttore, stando  a quanto emerge dalla lettura dei testi depositati alla Commissione, costituito dalla legalità che va affermata in ogni settore, anche in quello ambientale dove le i sodalizi di stampo mafioso hanno rivolto le loro attenzioni con l’obiettivo di incrementare il business garantito da attività che possono definirsi tradizionali. Ed è su queste tematiche che gli avvocati brindisini Di Bello e Iaia, in quanto massimi rappresentanti della categoria dei penalisti in provincia, si sono espressi portando il contributo della Camera penale.

“L’ istituzione di una commissione finalizzata allo studio dei fenomeni di criminalità organizzata e della corruzione così come  alla promozione della cultura della legalità è di fondamentale importanza”, dice Di Bello, al termine dell’audizione di questa mattina. “Non si può prescindere dal coinvolgimento degli avvocati penalisti in un progetto che riguarda la cultura della legalità poiché  proprio questo manifesta l'alta funzione dell'avvocatura che, troppo spesso, viene vista come "complice" dei propri assistiti, per lo meno da parte di alcuni”.

“Sono e resto convinto del fatto che la lotta culturale alla criminalità organizzata e alla corruzione è molto più pregnante rispetto alla cultura esclusivamente repressiva ed emergenziale che ha caratterizzato gli interventi legislativi degli ultimi anni”, prosegue Di Bello.

Fatta questa premessa, il presidente della Camera penale di Brindisi ha spiegato ai componenti della Commissione che le due proposte andrebbero unificate: “In tal modo non si creano doppioni inutili che possono rallentare l’obiettivo costituito dall’affermazione della legalità. Attenzione, inoltre, va posta sul piano delle azioni ossia dell'operato della commissione che non può mai travalicare i limiti ad essa imposti dalle normative”.

Non solo. “E’ importante che la politica si riappropri della propria funzione”, ha tenuto ad aggiungere Di Bello. “Solo in questo modo sarà possibile ottenere risultati concreti”.

Quanto, poi, alla corruzione, il penalista ha affrontato la questione delle pene che il legislatore ha voluto rafforzare: “L'inasprimento non ha portato ad alcuna deflazione del fenomeno e che anche in questo caso  è necessario uno sforzo culturale. Uno sforzo che

non appartiene solo alla magistratura o alla politica o all'avvocatura, ma deve rappresentare un patrimonio di tutti i cittadini”.

La decisione della Commissione regionale sarà resa nota nei prossimi giorni.

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