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Violenza sessuale, ascoltati i due minori: 90 giorni per la perizia

Incidente probatorio nella mattinata di oggi per raccogliere le testimonianze dei dodicenni ritenuti vittime di abusi da parte di un 19enne: contatti su Fb, incontri al Cesare Braico. Confermate le dichiarazioni rese al pm. Il consulente dovrà accertare la capacità a testimoniare dei ragazzini

BRINDISI – Quasi due ore per rispondere alla domande del gip su come, quando e dove hanno conosciuto e incontrato lo studente di 19 anni, finito agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata: questa mattina i due ragazzini di 12 anni, ritenuti dalla procura vittime degli abusi, hanno affrontato l’incidente probatorio chiesto dal pm in vista della richiesta di processo per l’indagato.

I due minori avrebbero confermato quanto già riferito in sede di interrogatorio davanti al pubblico ministero titolare del fascicolo, Pierpaolo Montinaro,  alla presenza di uno psicologo. Per sapere se quelle dichiarazioni possono o meno essere utilizzate  come prova, formata prima del dibattimento, occorrerà aspettare almeno novanta giorni, termine indicato dal consulente a cui il gip ha chiesto di accertare la capacità di rendere testimonianza, tenuto conto dell’età nonché del contesto familiare in cui vivono.

Al momento, quindi, restano secretati quei verbali, così resta ai domiciliari lo studente di 19 anni che l’altro ieri ha ottenuto il permesso per lasciare la sua abitazione e andare a scuola per sostenere l’esame orale, ultima prova per conseguire la maturità. L’ordinanza di custodia cautelare venne eseguita il 20 maggio scorso dagli agenti della Squadra Mobile di Brindisi.

L’inchiesta venne aperta dopo la denuncia sporta dai genitori di uno dei due 12enni, una volta venuti a conoscenza dei contatti fra i due avvenuti sul social network Facebook nel periodo di tempo tra ottobre e novembre 2015. Dalla lettura delle chat, la mamma del ragazzino avrebbe saputo prima degli incontri all’interno del parco del Cesare Braico e poi degli abusi contestati nel provvedimento di arresto: secondo l’accusa le violenze sessuale sarebbero state consumate in tre occasioni in un rudere che si trova nel parco

Nella vicenda resta indagato con l’accusa di lesioni personali ai danni del 19enne il papà del ragazzino di 12 anni, ritenuto vittima della violenza sessuale: il genitore è stato rimesso in libertà dal gip per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza dopo la confessione di uno zio del ragazzino il quale ha ammesso di essere stati lui l’autore dell’aggressione.

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