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Mense scolastiche e dieta mediterranea: il decalogo della Asl

La Asl di Brindisi impegnata nella difesa e nella affermazione della dieta mediterranea nelle mense scolastiche

BRINDISI – La Asl di Brindisi impegnata nella difesa e nella affermazione della dieta mediterranea nelle mense scolastiche, con una chiara richiesta alle ditte che forniscono i pasti nei vari comuni della provincia ad applicare quotidianamente il massimo scrupolo nella scelta dei prodotti impiegati nella preparazione dei pasti.

“Tutti i bambini hanno diritto ad ‘un’alimentazione sana e adeguata e al raggiungimento del massimo della salute’, questo afferma l’Onu nella Carta dei Diritti dell’Infanzia. Questo diritto deve essere garantito a partire dall’ambiente scolastico, che è anche quello più appropriato per favorire corretti stili di vita attuando la corretta prevenzione”, premette una nota dell’azienda sanitaria..

“Le funzioni della Asl Brindisi in materia di refezione scolastica sono attuate dalla Unità Operativa di Igiene della Nutrizione, servizio afferente al Dipartimento di Prevenzione, che ha come mission primaria quella di garantire salute ai piccoli utenti, operando in stretta collaborazione con le altre istituzioni preposte (scuole e Comuni) e con le stesse famiglie, secondo i rispettivi ruoli e competenze”, spiega ancora il comunicato.

I menù proposti

“La Asl propone un menù equilibrato e sano sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo basato sulla dieta mediterranea, ricca di pasta, legumi, verdura e frutta, dieta che ha un alto potere di prevenzione non solo per combattere il sovrappeso e l’obesità, ma anche malattie cronico-degenerative come il diabete, l’ipertensione, l’osteoporosi e le malattie cardio-circolatorie che gravano potenzialmente anche su bambini ed adolescenti come futuri adulti”, è la sintesi delle finalità della campagna.

“Inoltre, l’Unità Operativa di Igiene della Nutrizione, diretta dal dottor Pasquale Fina, provvede alla elaborazione di diete speciali nei confronti di bambini allergici e/o intolleranti sulla scorta di specifica certificazione medico-pediatrica attestante la particolare reazione avversa ad alimenti”. L’obiettivo, dunque, è quello di uniformare i menù – attraverso i nutrizionisti della Asl – in tuitte le scuole del territorio.

“Il menù predisposto dal Servizio di Igiene della Nutrizione si basa su tabelle nutrizionali che garantiscono la tradizione locale, il km 0, la stagionalità, la variabilità, eccetera, e sono state elaborate tenendo conto delle linee guida regionali, nazionali e dell’Oms sulla Ristorazione Scolastica, approvate anche dalla Società Italiana di Pediatria, dalla Accademia Americana di Pediatria e dal Ministero della Salute (https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1248_allegato.pdf)”.

Scelte precise anche in famiglia

“I dati statistici di Okkio alla Salute 2016 (in quanto sorveglianza Nutrizionale sull’eccesso ponderale e sui non corretti stili di vita) e gli ultimi studi scientifici in materia, dimostrano la necessità assoluta di migliorare l’alimentazione per prevenire l’insorgenza della patologie prima citate. La dieta mediterranea viene, pertanto, fortemente raccomandata da molte società scientifiche mediche.  Talvolta è stata registrata una scarsa aderenza dei bambini ai cibi mediterranei – annota la Asl - probabilmente perché non troppo avvezzi a consumarli in ambiente domestico. Il rischio è di esporre questi ultimi ad una alimentazione monotona e priva di elementi nutritivi importanti per la loro crescita”.

“Anche la sperimentazione di riproporre un piatto precedentemente rifiutato (ruolo naturalmente assegnato alle famiglie e al momento della refezione scolastica), con l’andar del tempo può condurre all’accettazione dello stesso, accettazione – è l’esperienza - rafforzata dagli interventi eseguiti nelle scuole da parte della Asl (ad esempio, con il Laboratorio del Gusto) sul corretto stile di vita (nutrizionale e attività fisica)”.

“Ovviamente - come dichiara il dottor Adriano Rotunno, Direttore del Dipartimento di Prevenzione -  le ditte che si occupano di refezione scolastica devono garantire una buona preparazione dei piatti in loco, nel rispetto del capitolato, della qualità delle materie prime e delle norme igienico-sanitarie, attenendosi scrupolosamente alle grammature previste dalle  tabelle nutrizionali redatte dalla Unità Operativa di Igiene della Nutrizione della Asl”.

Ma sulla qualità è necessario vigilare sempre

E il punto è proprio questo: per affermare il primato della dieta mediterranea è necessario vigilare sulla qualità dei pasti serviti nelle scuole in maniera costante, con ispezioni a sorpresa, impegnando nei controlli tutti i soggetti preposti. Alimenti a chilometro zero, qualità e certezza delle filiere (nelle farine della pasta e del pane, negli oli, nelle salse, nelle carni e nel pesce, negli ortaggi e nei legumi) presuppongono una spesa maggiore da parte delle ditte.

Quindi, invertendo le parti, le famiglie chiedono da sempre, anche e soprattutto ai Comuni ed alla Asl, di vigilare sulle dispense dei centri di cottura. Nella dieta mediterranea la filiera è fondamentale: prodotti di mediocre qualità non consentono di raggiungere gli obiettivi elencati nel comunicato della Asl di Brindisi. E le gare al ribasso per la gestione delle mense scolastiche non costituiscono una garanzia.

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