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Appalti: Asl parte civile nei confronti di 12 imputati

L’Azienda sanitaria locale di Brindisi si costituirà parte civile nei confronti dei 12 imputati, tra dirigenti e imprenditori, accusati di aver fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata al compimento di reati che secondo la Procura sarebbero stati indirizzati all’aggiudicazione delle gare d’appalto

BRINDISI – L’Azienda sanitaria locale di Brindisi si costituirà parte civile nei confronti dei 12 imputati, tra dirigenti e imprenditori, accusati di aver fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata al compimento di reati che secondo la Procura sarebbero stati indirizzati all’aggiudicazione delle gare d’appalto, definite per questo motivo truccate.

Il tribunale di BrindisiLa Asl ha conferito incarico all’avvocato Luigi Covella del foro di Lecce per essere presente nel giudizio instaurato di fronte al Tribunale di Brindisi, in composizione collegiale, dopo il blitz chiamato Virus del novembre 2012: l’atto di costituzione di parte civile è stato anticipato nell’udienza di oggi, la prima del dibattimento, che è stata rinviata preliminarmente per l’assenza di un componente del collegio, momentaneamente in servizio nel capoluogo salentino.

Il processo riprenderà a fine maggio e in quella sede il legale nominato con delibera dal direttore generale della Asl, Giuseppe Pasqualone, formalizzerà la richiesta che attiene al risarcimento dei danni anche di immagine patititi dall’Azienda in relazione alle condotte contestate agli imputati.

A difendersi dall’accusa sono: Vincenzo Corso, ex dirigente  dell’Area gestione tecnica della Asl e presidente dei seggi di gara, nonché responsabile della custodia delle buste contenenti le offerte economiche che, nel teorema accusatorio, venivano aperte; Antonio Ferrari, geometra in servizio  presso l’area gestione tecnica della Asl ed amministratore di fatto della Ferrari Costruzioni srl, poi denominata Co.Ge.Pu spa, ex consigliere comunale di Brindisi; Francesco Perrino, legale responsabile della società Cogit spa; Cosimo Bagnato, amministratore unico della Bagnato Costruzioni Srl; Vittorio Marra e Adolfo Rizzo amministratori di fatto della Srl Re.Vi; Giuseppe Rossetti titolare dell’omonima ditta individuale; Cesarino Perrone amministratore unico della Eco Service Srl; Antonio Camassa legale rappresentante della Camassa Impianti Srl; Emilio Piliego e Roberto Braga responsabili della Edil Tecno Costruzioni Snc; Mauro De Feudis manager della Manutencoop Faciliy Managemente Spa.

Il pm Giuseppe De NozzaIl rinvio al giudizio del Tribunale è stato deciso alla fine dello scorso mese di gennaio dal gup Tea Verderosa, al quale il pubblico ministero titolare del fascicolo, Giuseppe De Nozza (nella foto), aveva ribadito l’impostazione accusatoria che era già approdata di fronte ai giudici del Tribunale, salvo poi il passo indietro nel momento in cui il collegio accolse l’eccezione sollevata dall’avvocato Ladislao Massari che, di fatto, ha portato il magistrato a riformulare il capo d’imputazione.

Il 19 giugno scorso, nel corso della prima udienza del processo, il penalista sollevo un’eccezione sul diritto di difesa sostenendo che era stato violato perché non c’era corrispondenza tra il periodo di tempo oggetto della contestazione mossa nell’ordinanza di custodia cautelare (blitz Virus del 12 novembre 2012 ) e quanto invece addebitato nella richiesta di rinvio a giudizio. Più esattamente, in un primo momento il pm si era fermato “sino al 2010”, successivamente “sino al 2014”.

Per i reati a cui sarebbe stata finalizzata l’associazione, ossia turbativa d’asta, utilizzazione di segreti d’ufficio, falso e peculato si continua regolarmente e il dibattimento prosegue dinanzi al Tribunale. In fase di svolgimento anche il processo in cui sono imputati coloro i quali furono arrestati nel 2012, tra carcere e domiciliari: in questo caso il pm chiese e ottenne il giudizio immediato. Sono, quindi, tre i tronconi processuali che attengono alla stessa inchiesta.

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