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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Associazione Antiracket, la presidente resta in carcere. Sospeso l’avvocato

Il Tribunale del Riesame nega la libertà a Maria Antonietta Gualtieri, arrestata il 12 maggio con l’accusa di aver ideato un sodalizio finalizzato a commettere truffe per finanziamenti pubblici, corruzione, peculato e falso

BRINDISI – Resta in carcere la presidente dell’Associazione Antiracket, Maria Antonietta Gualtieri, accusata di aver ideato e promosso un sodalizio finalizzato alla commissione di truffe per ottenere finanziamenti pubblici, corruzione, peculato e falso: il Tribunale del Riesame di Lecce ha negato la libertà all’indagata, arrestata lo scorso 12 maggio, nell’ambito dell’inchiesta sull’apertura e sul funzionamento anche degli sportelli di Brindisi e Taranto.

La sede dello sportello antiracket in via Carmine 2

La sezione presieduta da Silvio Piccinnno, inoltre, ha accolto l’appello del pm in relazione all’accusa di truffa mossa nei confronti dell’avvocato F.V., indicato con il civilista preposto alla sede di Brindisi, aperta prima in via Guerrieri e poi in via Carmine, e ha disposto l’applicazione della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercizio della professione e delle attività ad essa inerenti per la durata di un anno. Disposto, inoltre, il sequestro della somma pari a 7.500 euro, stesso importo indicato per la presidente nel capo di imputazione sulla truffa.

Il Tribunale, invece, ha respinto il ricorso del pubblico ministero rispetto alle posizioni di altri due avvocati: Chiara Manno, moglie di F.V., destinata alla sede di Taranto, e Christian Colella. Il titolare del fascicolo aveva chiesto per Manno il riconoscimento dell’accusa di aver fatto parte del sodalizio, per Colella il sequestro preventivo della somma pari a 7.500 euro. Il Tribunale si è pronunciato lo scorso 16 giugno, aderendo alla tesi sostenuta dalla difesa, affidata all’avvocato Paoloantonio D’Amico del foro di Brindisi.

Per  il sostituto procuratore è “documentata, cosciente e volontaria di attività funzionali allo scopo del sodalizio, integranti un concreto ed efficace contributo alla permanenza in vita e al rafforzamento dell’organizzazione stessa”, entrambi destinati all’”assistenza legale dell’Antiracket. Gli incarichi, sempre secondo il pubblico ministero, sarebbero stati “particolarmente delicati per la vita del sodalizio posto che la realizzazione del programma criminoso imponeva la scelta, per quei ruoli, di persone di assoluta fiducia che, consapevoli delle effettive dinamiche illecite, garantissero una efficace simulazione di corretto funzionamento dell’Antiracket strumentale alla realizzazione dei reati fine facenti parte del programma delittuoso”.

I gravi indizi, secondo queste chiave di lettura, sarebbero riconducibili alle intercettazioni ambientali: “F.V. – scrive il pm – con assoluta spregiudicatezza e reiteratamente consegna buste di soldi in contanti nelle mani della presidente Gualtieri”. Il “momento più critico della vita dell’associazione” ci sarebbe stato quando “il sistema pare incrinarsi a causa delle indagini della Guardia di Finanza”: “V. e Manno forniscono un contributo certamente determinante, anche se di fatto inefficace, al fine di mantenere operativo il sodalizio di cui fanno parte”. Le motivazioni del Riesame saranno depositate nelle prossime settimane.

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