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Villa Castelli: cade l’accusa di brogli alle comunali. Tutti assolti

Il pm aveva chiesto la condanna di 13 imputati, fra presidenti di seggio, segretari e scrutatori, a due mesi. Rigettata l'azione civile di Vitantonio Caliandro, attuale sindaco: sporse denuncia nel 2009, superato da Francesco Nigro. Per le provinciali, condannati in tre a quattro mesi per gli stranieri ammessi al voto

VILLA CASTELLI – Il dubbio di possibili brogli o quanto meno errori nel conteggio delle schede in occasione delle elezioni comunali a Villa Castelli nel 2009 è stato fugato dal Tribunale di Brindisi con sentenza di assoluzione per gli imputati. Tutti e 13 assolti perché il fatto non sussiste, a distanza di sette anni da quando svolsero le funzioni di presidenti di seggio, segretario o scrutatori.

Vitantonio Caliandro-4Il giudice Giuseppe Biondi, a conclusione del dibattimento, con motivazione contestuale ha affermato che nella tornata del 6 e 7 giugno 2009 non ci furono errori con conseguenze sui verbali o peggio ancora macchinazioni con i certificati medici di alcuni elettori, ai danni di chi all’epoca aveva chiesto che fosse la procura ad occuparsi della competizione elettorale. Il sospetto non venne taciuto neppure ai giornalisti da Vitantonio Caliandro.

Sono stati, quindi, riconosciuti estranei ai fatti: Giuseppina Nigro, Antonella Petronella, Maria Santoro, Caterina Monetti, Angela Chirulli, Cataldo Barletta, Grazia Almiento, Maria Siliberto, Mario Barletta, Annalisa Lippolis, Cira Grazia Inatteso, Maria Luisa Neglia, Lucia Muolo.

Il rinvio al giudizio del Tribunale venne disposto dal gup il 12 maggio 2011, in accoglimento della richiesta del pubblico ministero che al termine nel processo ha chiesto la condanna per tutti alla pena di due mesi di reclusione, a cui si è riportato l’avvocato che ha rappresentato Vitantonio Caliandro, il quale si era costituito parte civile non solo come candidato primo cittadino ma anche come cittadino.

L’attuale sindaco di Villa Castelli decise di presentare un esposto all’epoca delle elezioni da cui  uscì sconfitto per mano dello sfidante Francesco Nigro, per di più parente acquisito: aveva avanzato il dubbio che potessero esserci stati brogli elettorali, questione che poi è approdata davanti ai giudici del Tar, sezione di Lecce, i quali disposero l’annullamento delle elezioni comunali.

L’esecuzione di questa sentenza è stata sospesa con successiva ordinanza del Consiglio di Stato che, nel merito, non si è mai pronunciato essendo, nel frattempo, mutato il panorama politico-amministrativo a Villa Castelli, con la rivincita sul campo di Caliandro. E il sindaco adesso che c’è il sigillo del Tribunale sulla regolarità delle elezioni, è diventato bersaglio dell’opposizione perché dai banchi delle minoranza rimbalza la richiesta di dimissioni. Da caso politico a giudiziario, di nuovo a questione politica che infiamma Villa Castelli, evidentemente costretta a fare i conti con un clima incandescente che rende impossibile la pace.

Al centro del processo, non solo le elezioni del 6 e 7 giugno 2009 per la scelta del sindaco e dei consiglieri nel Comune di Villa Castelli: nel fascicolo del dibattimento sono finite anche le provinciali e le europee che si sono svolte negli stessi giorni delle comunali. E il turno di ballottaggio il 21 e il 22 giugno per il presidente della provincia.

Per le elezioni provinciali, invece, il Tribunale ha ravvisato condotte penalmente rilevanti e ha condannato alla pena di quattro mesi di reclusione tre imputati: Giuseppina Nigro, Maria Santoro e Annalisa Lippolis, in relazione all’ammissione al voto di cittadini stranieri. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche e ha applicato oltre alla multa di dieci euro, la pena accessoria della sospensione del diritto elettorale e da tutti gli uffici pubblici per la durata di quattro mesi.

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