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Assolto postino accusato di aver fatto sparire 193 chili di corrispondenza

A.S era finito sotto processo dopo la segnalazione della società Poste italiane: il pm aveva chiesto la condanna a sei mesi per la mancata consegna dei plichi. L'imputato: "Ero oberato di lavoro dopo il pensionamento di alcuni colleghi"

BRINDISI – Oltre quattromila plichi mai arrivati a destinazione. Spariti 193 chili di corrispondenza, con mittenti anche dall’estero e destinatari a Brindisi. L’accusa di aver soppresso missive e pacchi è stata mossa nei confronti di un postino residente in città, A.S., finito sotto processo e assolto al termine del dibattimento “per tenuità del fatto”.

antonio iaia avvocato-2Il brindisino, difeso dall’avvocato Antonio Iaia (foto accanto), ha affrontato il processo ordinario dopo la citazione diretta a giudizio, una volta concluse le indagini preliminari e ha sempre respinto l'accusa sostenendo di essere oberato di lavoro: "Dopo il pensionamento di alcuni colleghi, non riuscivo a recapitare tutta la posta da un quartiere a un altro", ha detto sostenendo l'esame da imputato. "La posta non l'ho persa, ma l ho conservata a casa e ho iniziato a consegnarla al termine del servizio, con la mia auto".

Il sostituto procuratore Iolanda Daniela Chimienti ha contestato all’addetto al recapito della posta, in servizio presso la sede centrale di Brindisi, di aver “soppresso 193 chilogrammi di corrispondenza, omettendo di consegnarla ai destinatari”.

Più esattamente: 956 plichi di posta prioritaria; 300 di invii senza indirizzo; 82 ricevute di ritorno; cento avvisi di deposito Equitalia; un plico in pronta consegna; 1.668 plichi di posta massiva; 1434 stampe; 16 settimanali; tre quotidiani; 16 stampe di Pagine gialle; 408 plichi esteri; 288 atti giudiziari; e 47 pacchi, tra esteri e ordinari, privi del contenuto. La contestazione è stata mossa “dall’inizio del 2015”.

A conclusione del dibattimento, il pm ha chiesto la condanna del postino brindisino alla pena di sei mesi, mentre il difensore ha rimarcato l'assoluta buona fede del postino e  ha invocato l’assoluzione anche in ragione della tenuità del fatto contestato. Il Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, ha accolto la richiesta del penalista: il postino si è lasciato alle spalle la vicenda giudiziaria, per il momento. 

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