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Bimba di un mese morta nella culla per improvvisa patologia polmonare

I consulenti del pm escludono qualsiasi profilo di responsabilità per il pediatra della piccola deceduta il 4 marzo scorso: i genitori chiedono ulteriori indagini, il medico resta sotto inchiesta per omicidio colposo

BRINDISI – La domanda è una e soltanto una: “Perché?” Per quale motivo la piccola non è più tra le loro braccia. Aveva poco più di un mese. E’ un interrogativo che martella la mente e soprattutto il cuore della mamma e del papà della bimba volta in cielo all’improvviso dopo aver accusato la tosse per qualche giorno

“Le cause della morte sono da ricercare nell’improvvisa insorgenza di una patologia polmonare ad evoluzione clinica rapida” secondo i consulenti del pubblico ministero Pierpaolo Montinaro. I medici legali Domenico Urso ed Ermenegildo Colosimo  hanno escluso per questo motivo qualsiasi profilo di responsabilità, sotto forma di negligenza, imprudenza e imperizia, nei confronti del pediatra della bambina, finito sotto inchiesta per omicidio colposo, ipotesi di reato contestata dal sostituto procuratore per procedere con l’autopsia. Ma i risultati dell’esame necroscopico, depositato nelle scorse settimane, non sono esaustivi secondo l’avvocato Francesco Monopoli, il legale che assiste la famiglia. Il penalista potrebbe, infatti, chiedere ulteriori indagini con accertamenti medici sulla causa del decesso avvenuto nell’abitazione della piccola la mattina del 4 marzo scorso. In ospedale, al pronto soccorso del Perrino, i medici constatarono il decesso.

“Le condizioni della piccola peggiorarono dopo la visita del 3 marzo, portando a un’insufficienza respiratoria acuta”, hanno scritto i consulenti nella relazione conclusiva in base alla quale il pm titolare del fascicolo ha chiesto l’archiviazione per infondatezza della notizia di reato. E’ probabile che il legale della famiglia presenti opposizione.

La gioia per mamma e papà era arrivata il 26 gennaio scorso. “Il 2 marzo insorgeva nella piccola una sintomatologia di raffreddamento, tosse e muco, che portava i genitori a recarsi dal medico di famiglia per un consulto”, si legge nella relazione depositata lo scorso 17 giugno. “Quest’ultimo, dopo una visita, consigliava la somministrazione di vitamine e soluzione fisiologica. Dopo un primo miglioramento, la mattina del 4 marzo, i genitori trovavano al loro risveglio, la piccola priva di vita. Inutile la corsa in ospedale”.

“Durante la visita pediatrica, la patologia si presentava con scarsa espressività clinica”, è scritto ancora nella relazione. “La sintomatologia era blanda e aspecifica, tale da non allarmare il medico curante. La polmonite, di tal fatto, si presentava con sintomi sfumati, tali non rilevare nemmeno in esame di esame toracico”.

Tenuto conto di questo quadro, i consulenti del pm sono arrivati alla seguente conclusione: “Il comportamento del pediatra è apparso corretto, in base alla obiettività presentata dalla piccola in quel momento e un eventuale comportamento alternativo non avrebbe evitato l’evento morte, anche con somministrazione di farmaci specifici, avuto riguardo al tempo necessario per iniziare gli effetti”. Per questo, quindi, “alcun addebito di responsabilità, nemmeno a titolo di colpa lieve, si può muovere verso l’indagato che si è attenuto alle linee guida”. Ma il dolore della mamma e del papà non conosce fine, né consolazione. 

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