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L'ex delegazione del Casale

L'ex delegazione del Casale

"Sul centro per minori le destre vogliono cavalcare l'onda emotiva"

Brindisi Bene Comune accusa le iniziative dell'opposizione di suscitare intenzionalmente confusione tra i cittadini

BRINDISI - Una delle forze della coalizione che amministra da luglio il Comune capoluogo, Brindisi Bene Comune risponde con una nota, questa sera, alle varie dichiarazioni da parte delle forze politiche di opposizione, in merito alla candidatura della sede della delegazione del Casale del Comune di Brindisi al PON Legalità 2014/2020. Eccone il testo

Si è fatta notevole confusione in riferimento alla candidatura della sede della delegazione del Casale da parte del Comune di Brindisi al PON Legalità 2014/2020, per questo come Brindisi Bene Comune vogliamo fare chiarezza. Le finalità e la natura del presente intervento sono rivolte a rafforzare la capacità dell’Amministrazione di rispondere alle sfide legate alla gestione del fenomeno migratorio e al recupero di un bene comunale attualmente in stato di abbandono.

Confermando per l’ennesima volta il sostegno di BBC nei confronti di ogni misura atta a garantire la dignità e il rispetto di ogni essere umano, il paragone poco felice tra le attività che si svolgeranno presso la delegazione del Casale e il dormitorio è quanto meno fuorviante, considerando che si tratta di situazioni completamente differenti.

La proposta progettuale riguardante la delegazione del Casale punterà infatti, al miglioramento della capacità di gestione dei processi migratori da parte degli enti locali, venendo incontro alla necessità di attivare iniziative rivolte al miglioramento dell’accoglienza e al miglioramento dei processi di integrazione/inclusione, tanto più in considerazione del fatto che i destinatari finali sono minori, circa una decina, non accompagnati e neo maggiorenni regolarmente risiedenti sul territorio.

Chiaro pertanto l’intento, da parte dei gruppi di opposizione, di creare confusione sull’argomento e di cavalcare l’onda emotiva suscitata nella popolazione dalla delicatezza dei temi in questione. Difficile comprendere il richiamo all’impatto dell’intervento “sulla spesa delle casse comunali”, considerando che, al contrario, la partecipazione all’avviso permetterebbe di reperire risorse esterne provenienti da un PON finanziato da Fondi europei, allo scopo di ristrutturare e valorizzare una struttura che attualmente è inutilizzata, accrescendone il valore e restituendogli quella finalità sociale nel frattempo perduta. 

Trovano poco fondamento anche eventuali rimostranze sull’impegno a “tutelare prima gli interessi degli italiani”, in considerazione del fatto che la misura in questione, come accennato in precedenza, rientra tra quelle finanziate dal PON Legalità 2014-2020, con interventi che devono necessariamente essere rivolti agli obiettivi prima esposti, e che semplicemente andrebbero perduti ove non si procedesse in tal senso.

La popolazione brindisina è la prima destinataria dell’azione e degli interventi della presente Amministrazione, ma rinunciare al reperimento di fondi di provenienza esterna, utili tra l’altro per la riqualificazione di un bene comunale, soltanto in ossequio ad una presunta priorità assegnata ai destinatari degli interventi, appare poco condivisibile e ancor meno comprensibile.

Il tutto senza dimenticare, inoltre, la innegabile ricaduta in termini di creazione di lavoro e risorse economiche che tale attività può portare con sé nei confronti della comunità locale. In considerazione di quanto sopra non si comprende bene pertanto quali siano i reali motivi ostativi a tale iniziativa, se non un semplice e affrettato giudizio su quanto i destinatari dell’intervento siano meritevoli dello stesso.

È inoltre fuorviante far passare e diffondere l'idea che se l'immobile finale da inserire nella proposta progettuale sarà la delegazione del Casale o altro immobile nelle disponibilità del Comune, ci sia il mancato rispetto delle linee programmatiche del Sindaco che prevedono la costituzione dei comitati di quartiere. Le iniziative non confliggono, i comitati di quartiere potranno attuarsi in spazi differenti dalle vecchie delegazioni.

È evidente che non sarà la prima ed ultima misura di reperimento di fondi europei a cui, siamo certi, l'amministrazione comunale intenderà rivolgersi per mettere in pratica tutte le strategie volte a riqualificare e riaprire altri spazi (beni comuni) a favore di altre tipologie di destinatari o fasce deboli.

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