Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

"Accoglienza migranti, ci sono fondi regionali". La Cgil chiama il Comune

Con tutti i problemi legati alla gestione ed alle condizioni non solo del dormitorio di via Provinciale San Vito, ma anche alla presenza nel territorio del capoluogo di numerosi braccianti extracomunitari, in prevalenza africani, il Comune di Brindisi non può assolutamente perdere il treno delle risorse regionali collegate ai progetti Ghetto-Out e Capo-Free

BRINDISI – Con tutti i problemi legati alla gestione ed alle condizioni non solo del dormitorio di via Provinciale San Vito, ma anche alla presenza nel territorio del capoluogo di numerosi braccianti extracomunitari, in prevalenza africani, il Comune di Brindisi non può assolutamente perdere il treno delle risorse regionali collegate ai progetti Ghetto-Out e Capo-Free, tesi proprio al sostegno delle azioni degli enti locali connesse all’accoglienza e alla liberazione dal caporalato degli immigrati. A richiamare l’attenzione dell’amministrazione civica sulle opportunità offerte dai due progetti sono il segretario generale della Cgil di Brindisi, Michela Almiento, e il segretario generale della Flai Cgil Puglia, Giuseppe De Leonardis.

“Le politiche per l’immigrazione rappresentano un nodo cruciale per un Paese democratico”, scrivono la Almiento e De Leonardis. “A Brindisi, terra di accoglienza che però ha sempre pensato ai migranti come persone in transito dirette verso altre destinazioni, non ha ancora attecchito una concreta cultura dell’integrazione e dell’inclusione, che bisogna invece promuovere attraverso percorsi mirati  che diano risposte ai loro bisogni. Tra questi quelli prioritari restano:  luoghi di accoglienza adeguati e azioni di tutela contro ogni forma di sfruttamento lavorativo”.

Il corteo dei lavoratori immigratiLa Cgil sostiene che la formula dell’albergo diffuso è quella più idonea per affrontare il problema: “Era stato programmato per Brindisi con risorse di sovrambito nella prima programmazione dei Piani sociali di zona, con competenza diretta della allora amministrazione provinciale, progetto purtroppo mai concretizzato. Sul versante lavorativo, ciò che sta accadendo nella nostra regione, con la recrudescenza del fenomeno del caporalato e   con l’assoggettamento dei migranti a condizioni di vita e di lavoro  indegne sul piano del rispetto della stessa dignità umana, è ormai risaputo”.

Quindi il sollecito a progettare azioni sostenute dalle risorse dei progetti varati recentemente dalla Regione Puglia: “Allora oggi che il problema dell’accoglienza si è ripresentato in tutta la sua gravità anche nel dormitorio di Brindisi, nonostante tutti gli sforzi fatti dall’amministrazione, c’è bisogno di fare di più. Ecco perché, come Cgil e Flai Cgil, abbiamo chiesto d’incontrare il sindaco  di Brindisi Mimmo Consales e l’assessore regionale  alle Politiche Giovanili alla Trasparenza e alla Legalità Guglielmo Minervini, per proporre, anche per Brindisi,  un’ azione mirata nell’ambito del Progetto Regionale Ghetto-Out e Capo-Free, ricercando soluzioni condivise per migliorare ed organizzare al meglio il servizio”. I

l progetto regionale Ghetto-Out e Capo-Free, spiega la nota della Cgil, “prevede con le 8 azioni del piano, misure ed interventi nella direzione dell’accoglienza, dell’integrazione e della lotta ai fenomeni del caporalato. E’ quindi importante tenerne conto per non perdere una buona occasione per fare ciò che altrimenti non si potrebbe realizzare con le sole possibilità economiche dell’ente locale. Allora, se non ora, quando?”. In altre parole, bisogna fare in fretta per non perdere questa occasione.

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