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Cronaca

Scoperto allevamento clandestino degli orrori: animali liberati e denuncia

Animali, destinati alla macellazione clandestina, tenuti in condizioni si assoluta anti-igienicità e crudeltà. I liquami che defluivano dalle anguste prigioni delle povere bestie finivano in un canale di raccolta delle acque piovane utilizzato anche da appezzamenti agricoli vicini

BRINDISI – Animali, destinati alla macellazione clandestina, tenuti in condizioni si assoluta anti-igienicità e crudeltà. I liquami che defluivano dalle anguste prigioni delle povere bestie finivano in un canale di raccolta delle acque piovane utilizzato anche da appezzamenti agricoli vicini. Questa era la situazione scoperta dal personale del Corpo Forestale dello Stato del comando stazione del capoluogo in contrada Marrazza, agro di Brindisi. Un luogo di sofferenza assolutamente illegale, che si trovava all’interno del parco macchine di un’azienda agricola il cui titolare è stato denunciato per reati che comportano anche pene detentive da uno a tre anni.

Uno dei maiali prigionieri in una minuscola costruzione fatiscente-2Gli animali erano un bovino di dieci mesi ed alcuni maiali adulti, tutti sconosciuti al servizio veterinario della Asl. Il vitello era costretto in un angusto recinto ricavato con rottami metallici, e costretto a vivere tra le sue stesse deiezioni che evidentemente non venivano rimosse da tempo, come documentato dalla Forestale nel corso dell’intervento. Lo stallo era talmente pieno di fanghiglia lurida e letame che l’animale si muoveva addirittura con difficoltà. Forse peggiori le condizioni dei maiali, ristretti in una costruzione angusta e quasi per nulla areata, dove il cibo veniva loro versato sul pavimento totalmente cosparso di feci ed urina, i cui liquami defluivano all’esterno nel canale di raccolta delle acque meteoriche, e finivano nei campi di altri agricoltori.

Il blitz del personale del Corpo Forestale e dei veterinari della Asl ha colto di sorpresa il proprietario dell’azienda dove si trovava l’allevamento clandestino, e al momento si è concluso oltre che con la denuncia alla procura del responsabile, per i reati di detenzione di animali in condizioni incompatibili, produttive di gravi sofferenze e scarico illecito sul suolo di effluenti zootecnici, per cui rischia la confisca degli animali, la pena dell’arresto fino ad un anno o un’ ammenda da 1000 a 10.000 Euro, nonché l’arresto fino a tre anni per il divieto di scarico degli effluenti zootecnici sul suolo, anche con il sequestro (che a questo punto è una liberazione) del vitello e dei maiali affidati in custodia giudiziale ad un allevamento indicato dallo stesso servizio veterinario della Asl d’intesa col pm.

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