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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Rapine milionarie in trasferta e colpi vicino casa: retata di brindisini all'alba

Retata di rapinatori, nelle ultime ore, tra Brindisi, Mesagne e Parma. Storie diverse, una da un milione di euro di bottino, che si intrecciano però nelle indagini con scambi di personaggi che passano da una vicenda all'altra. Del colpo di Mesagne riferiremo approfonditamente in un altro articolo, mentre diciamo subito invece che gli altri arresti di stamani sono il risultato di una indagine avviata dalla Squadra Mobile di Parma in collaborazione con la Mobile di Brindisi

BRINDISI – Retata di rapinatori, nelle ultime ore, tra Brindisi, Mesagne e Parma. Storie diverse, una da un milione di euro di bottino, che si intrecciano però nelle indagini con scambi di personaggi che passano da una vicenda all’altra. Del colpo di Mesagne riferiremo approfonditamente in un altro articolo, mentre diciamo subito invece che uno degli arrestati di stamani in seguito ad una indagine avviata dalla Squadra Mobile di Parma in collaborazione con la Mobile di Brindisi, Giovanni Antico di 30 anni, è implicato sia nell’assalto ad un supermercato in Emilia Romagna dove si impossessò – secondo gli investigatori – di un registratore di cassa assieme all’altro brindisino Vincenzo Trono di 29 anni  e la complicità di un altro “paesano” residente in zona, Girolamo Andrea Diodicibus pure 29enne, che nella rapina di lunedì sera a Mesagne dove è stato preso dal personale del locale commissariato assieme a Francesco Franchin di 24 anni e Antonio Grassi di 27 anni, mentre si cerca un quarto bandito.

La gioielleria Valenti di Parma-3Ma ecco la storia di Parma, dove due dei personaggi arrestati all’alba dalla Squadre mobili di Brindisi e Parma, assieme ad un altro brindisino tutt’ora ricercato, alle 9 del mattino del 26 febbraio rapinarono la gioelleria Valenti di via Farini. Le persone colpite da ordinanza di custodia cautelare del gip emiliano sono Davide Pepe di 25 anni e Nicola Iurlo di 20 anni. Due dei banditi entrarono a volto scoperto e con abiti sportivi, fingendosi clienti, e mentre le due commesse presenti in negozio mostravano loro un gioiello del valore di 600 euro, i rapinatori estrassero una pistola ed un coltello e intimarono alle vittime di non muoversi. La polizia racconta che le commesse furono anche picchiate per consentire l’accesso alla cassaforte, e poi legate con fascette di plastica. I banditi fuggirono con un milione di euro in monili.

Uno dei rapinatori però lasciò impronte digitali (esattamente quella di un pollice, malgrado la precauzione di non poggiare mai le dita sui ripiani), che furono rilevate dalla polizia scientifica. Si tratta di Nicola Iurlo, il più giovane del gruppo. Un terzo rapinatore, quello attualmente ricercato, anch’egli brindisino, è stato identificato grazie ai fotogrammi delle registrazioni video. Per lasciare la zona della rapina i due banditi che avevano effettuato materialmente il colpo usarono uno scooter, poi abbandonato per balzare a bordo di una Peugeot 307 grigia che li seguiva. A Pepe la polizia è arrivata attraverso le attività investigative dei giorni successivi, grazie all'esame delle video registrazioni effettuate dalla sezione antirapina della Mobile di Brindisi. Le stesse indagini hanno consentito anche di individuare il secondo gruppo di banditi in trasferta da Brindisi, quello composto da Giovanni Antico e Vincenzo Trono, nonché il basista Girolamo Andrea Diodicibus che abita a Parma, e che non si esclude abbia avuto un ruolo anche nel colpo alla gioielleria Valenti.  Al momento è indagato in concorso con gli altri due per la rapina al supermercato e il furto di un’auto che sarebbe dovuta servire a consumare un’altra azione criminosa.

I personaggi sono più che noti alle cronache. Quelle più recenti parlano di Davide Pepe, che la sera del 22 aprile scorso si è presentato al pronto soccorso del Perrino con ferite leggere da arma da fuoco alle gambe, episodio seguito la sera seguente da colpi d’arma da fuoco contro la facciata di un appartamento condominiale al civico 29 B di via Cellini. Per altri si può dire che non siano stati nel frattempo con le mani in mano, se è vero che Giovanni Antico è stato preso ieri sera dopo un tentativo di rapina a Mesagne. La fine che hanno fatto i gioielli del colpo all’oreficeria Valenti è un altro obiettivo delle indagini. La polizia non ha fornito elementi al riguardo. Il contesto è quello di rapinatori seriali con ampio raggio d’azione, un filone che sembra inesauribile a Brindisi, malgrado i numerosi arresti di “trasfertisti” negli ultimi anni.

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