Cronaca

Al vaglio le posizioni di Monetti, e del dirigente Lacinio

Sentito dai pm anche il funzionario dell'Oga Gianluca Cuomo: lungo interrogatorio la scorsa primavera. Secondo i pm Screti avrebbe chiesto un milione di euro al Comune per rimuovere il percolato di Autigno. Contestato a Consales il primo atto a sua firma per Nubile del 31 maggio 2012

BRINDISI – Non è finita. Non oggi, con gli arresti del sindaco Mimmo Consales, dell’imprenditore Luca Screti e del suo capo ufficio Massimo Vergara motivati dal gip in oltre 500 pagine di ordinanza. C’è dell’altro sul quale i pm stanno ancora indagando perché restano da chiarire le posizioni di alcuni inquilini di Palazzo di città, tra politici e funzionari, primi fra tutti l’assessore all’Ecologia Antonio Monetti, proprio in ragione della titolarità della delega, e dell’architetto Fabio Lacinio, essendo il responsabile del settore Ambiente, nonché dirigente dell’Oga.

Monetti, ora che il primo cittadino ai domiciliari, è a capo della giunta in quanto assessore anziano, non essendoci un vice sindaco scelto da Consales. Nè Monetti, nè Lacinio sono formalmente indagati. Per i sostituti procuratori Savina Toscani e Giuseppe De Nozza ci sono elementi tali da rendere necessario un approfondimento dei ruoli per verificare l’esistenza di legami tra Monetti e Lacinio con Screti e con la società Nubile, legami definiti di “cointeressenza” dal capo dei pm Marco Dinapoli, con riferimento al primo cittadino di Brindisi.

Il pm Antonio Costantini e il procuratore capo Marco Dinapoli-2Sul tavolo dei magistrati c’è una mole di documenti acquisiti tra il Comune e la sede della Nubile, ma ci sono anche i verbali resi da persone informate sui fatti, tra i quali quello reso da Gianluca Cuomo, funzionario dell’Oga, in servizio presso la ripartizione Ambiente dell’amministrazione cittadina, il quale avrebbe detto più volte “no” alla richieste di Screti.

Il funzionario sarebbe stato ascoltato su questioni legate all’appalto aggiudicato in favore della società Nubile e anche sulle riunioni dell’Oga. Non solo. I pm avrebbero cercato conferme rispetto a un altro aspetto considerato di interesse investigativo perché legato alla richiesta avanzata da Screti di ottenere dal Comune la somma di un milione di euro, necessaria per l’estrazione e lo smaltimento del percolato dalla discarica di Autigno, finita sotto sequestro per inquinamento della falda il 5 maggio scorso. In questa inchiesta sono coinvolte sei persone tra dirigenti di Provincia, Arpa e Comune, tra cui Fabio Lacinio, tutte a rischio di processo. Per Screti, invece, l’udienza è stata già fissata con citazione diretta a giudizio.

Secondo gli inquirenti, l’imprenditore avrebbe insistito per ottenere l’importo e si sarebbe rivolto al sindaco e all’assessore Monetti prima di rapportarsi con la struttura tecnica, scontrandosi con Cuomo. La questione deve essere accertata, ovviamente. Ma al momento è stata considerata rilevante per chiedere l’arresto sia di Screti che di Consales, oltre che di Vergara, sul presupposto di una possibile reiterazione del reato in uno con l’inquinamento delle prove che rendono concrete e attuali le esigenze cautelari. Anche se Screti, nel frattempo, ha passato la mano e non è più amministratore unico della Nubile.

La Procura, quindi, procede per capitoli peraltro senza contare su intercettazioni telefoniche e ambientali, ma su una serie di osservazioni e sulla ricostruzione di episodi anche alle luce dei documenti in formato cartaceo e digitale acquisiti nel corso delle indagini e questa mattina durante le perquisizioni. Il primo step ha riguardato la News, la società di comunicazione di Consales a cui il Comune con lo stesso Consales neo eletto sindaco decise di prorogare i servizi di rassegna stampa e di call center con delibera di Giunta. Nessuno si oppose nell’immediatezza dei fatti, sino a quando il vice sindaco di allora, Paola Baldassare, candidata nella lista Udc, iniziò a chiedere spiegazioni e per ottenerle decise di rivolgersi alla Digos presentando un esposto nel quale lamentava la mancanza di trasparenza, arrivò a dimettersi. In sede di interrogatorio come persona informata sui fatti  confermò tutto ai pm e poi si è costituita parte civile nel processo in corso in Tribunale.

Dalla News alla situazione debitoria e personale del sindaco, il passo è stato breve e sia per l’una che per l’altra questione Consales è già sotto processo e ieri si è presentato in udienza di fronte agli stessi pm che hanno chiesto il suo arresto per corruzione e abuso d’ufficio nella questione dei rifiuti. Lo avevano chiesto il 13 novembre scorso al gip Giuseppe Licci e hanno integrato l’istanza lo scorso 25 gennaio. L’attenzione sul servizio di raccolta dei rifiuti e sulla gestione degli impianti di proprietà del Comune, c’era già all’epoca del rinvio a giudizio di Consales per le vicende News-Equitalia per le quali il sindaco si è autosospeso dal Pd. Più volte gli agenti della Digos avevano osservato il sindaco incontrare Screti e avevano anche notato le visite di Vergara a Palazzo Nervegna. Perché? E per quale motivo la situazione rifiuti a Brindisi era tale da far innervosire i cittadini costretti a vedere i cassonetti traboccanti di immondizia?

L'impianto di Cdr gestito da Nubile-2Le risposte sono arrivate con il tempo, dai documenti acquisiti direttamente al Comune e nella sede della Nubile: a destare interesse, è stato uno dei primi atti firmati da Consales sindaco datato 31 maggio 2012, con cui “sbloccava” la stipula del contratto di affidamento in gestione alla società brindisina, senza considerare l’informativa Antimafia della prefettura di Milano arrivata a Palazzo di città il 31maggio 2012, quando c’era il commissario Bruno Pezzuto e da questi segnalata.

L’oggetto della comunicazione era la Daneco Impianti Srl, società a cui Nubile si era rivolta come ausiliaria per avere garanzie economico-finanziarie di cui non disponeva. Secondo i pm Consales avrebbe omesso di qualsiasi attività istruttoria per attivare il potere di autotutela rispetto all’aggiudicazione definitiva, tanto che il contratto in favore di Nubile è stato sottoscritto il 20 luglio 2012. Il sindaco avrebbe anche omesso di esercitare il potere-dovere di vigilanza nella fase dell’esecuzione del contratto: in tal modo avrebbe speso il proprio ruolo amministrativo nell’interesse non già pubblico, ma privato della Nubile, violando anche la Costituzione.

A conferma di in interesse personale alla vicenda Nubile, i pm hanno anche annotato che Consales era presente alla conferenza di servizi del 16 maggio 2013 per la modifica dell’Aia chiesta dal sindaco il 5 luglio 2012. E ancora che successivamente, il 6 novembre 2013,  firmò l’ordinanza in favore di Nubile senza prevedere una scadenza e non prese in considerazione le osservazioni rese da un pool di esperti incaricati dal Comune, secondo i quali c’era più di qualcosa che non andava nella gestione dell’impianto di Cdr. Condotte ritenute fraudolente e truffaldine poiché sarebbero state poste in essere per ridurre il quantitativo di Cdr prodotto, con profitto di Nubile e aggravio dei costi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani a carico dei contribuenti sia del Comune di Brindisi che di quelli della Provincia.

Il danno per le amministrazioni è stato quantificato in 451mila euro, il lucro indebito per Nubile sarebbe stato pari a tre milioni e 321mila euro solo con riferimento al 2014. Se i cittadini pagano tanto per un servizio come quello reso a Brindisi, un motivo c’è. La Procura ne è convinta.

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