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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

L'arresto degli scafisti: prima filmati dai militari e poi riconosciuti dai migranti

Sono stati filmati durante le operazioni di soccorso e poi individuati grazie alla collaborazione degli stessi migranti, i sei scafisti arrestati dagli agenti della Squadra mobile della questura e dai militari della Capitaneria di Porto di Brindisi

BRINDISI - Sono stati filmati durante le operazioni di soccorso e poi individuati grazie alla collaborazione degli stessi migranti, i sei scafisti arrestati dagli agenti della Squadra mobile della questura di Brindisi, guidata dal vice questore Alberto Somma e dai militari della Capitaneria di Porto, al comando del capitano di vascello Mario Valente. Tre sono poco più che ventenni, tutti hanno dichiarato di essere nati in Egitto e Libia. Si tratta di Abdullah Helayel, 23 anni, Ahmed Saeed, 21 anni, Tufiq Yehya Mohammad, 39 anni, Saraj Al Walfali, 23 anni, Abrahim Abu Yusaf Abrahim, 56 anni e Ali Hassan Mohammed. Le generalità sono quelle dichiarate dagli scafisti, al momento non si dispone dei documenti identificativi.

Rispondono tutti di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e sono stati rinchiusi nel carcere di Brindisi su disposizione del pm  di turno Giuseppe De Nozza che ha coordinato le indagini avviate già nel pomeriggio di ieri subito dopo l’arrivo in terra brindisina. Grazie ai video realizzati dai militari mentre erano state avviate le operazioni di soccorso (dal pattugliatore della guardia costiera Diciotti), già durante il viaggio verso l’Italia è stato avvicinamento e abbordaggio barconi-3possibile intercettare gli scafisti. Uno di essi durante lo sbarco si era nascosto sottocoperta in una barca ma è stato trovato grazie al suo telefono satellitare che si è messo a squillare proprio mentre lo stavano cercando.

Come già detto, alla loro identificazione hanno contribuito le dichiarazioni (informali) rese agli investigatori, con il supporto degli interpreti di cui dispone l'ufficio immigrazione della questura di Brindisi, da alcuni dei 594 migranti. In totale sono stati soccorsi tre barconi partiti tutti da Bengasi (Libia). E’ stato accertato che c’erano due scafisti su ogni barcone.

Tra i migranti salvati ci sono anche molti bambini. Sono 102 minori, solo tre adolescenti (16,17 anni) non risultavano accompagnati da adulti e sono stati trasferiti nei centri di accoglienza della zona. La gran parte del gruppo è composto da giovani famiglie siriane con bambini anche molto piccoli. Tra essi c’erano quattro donne incinte, una ricoverata per le ustioni pregresse che ha sul corpo. Sono stati tutti trasferiti in strutture di accoglienza a Vicenza, Verona, Pordenone, Treviso e Udine e in altre località del Nord Italia. Alcuni sono stati condotti al Cie di Bari per essere poi respinti, si tratta di tre tunisini e tre egiziani. Da quanto hanno riferito alla polizia il viaggio per ognuno di essi è costato circa 1500 euro. Dagli approfondimenti eseguiti è emerso che provengono da Siria, Palestina e Bangladesh e quasi nessuno vuole rimanere in Italia.  

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