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Vittima di usura arrestata per droga: sostiene di essere stata obbligata

Da accusatore ad indagato - e reo confesso - per detenzione in concorso di ingente quantitativo di droga. E' questo il colpo di scena che vede protagonista il commerciante brindisino Giuseppe Barletta, arrestato martedì dalla Guardia di Finanza

BRINDISI – Da accusatore ad indagato – e reo confesso – per detenzione in concorso di ingente quantitativo di droga. E’ questo il colpo di scena che vede protagonista il commerciante brindisino Giuseppe Barletta, arrestato martedì dalla Guardia di Finanza in relazione alla partita di marijuana, poco meno di mezza tonnellata, finita sotto sequestro il 25 febbraio nella borgata costiera di Santa Sabina, sulla costa di Carovigno, sempre nel corso di un servizio del Nucleo di polizia tributaria del capoluogo.

Barletta altri non è che la vittima delle quattro persone arrestate per usura dalla Squadra mobile brindisina il 27 marzo, e (ma questa al momento è solo una notizia ufficiosa), già da tempo avrebbe ammesso con gli inquirenti di avere avuto un ruolo nella vicenda di quella partita di droga, sostenendo che sarebbe stato obbligato a farlo proprio da alcuni degli indagati per i fatti di usura ed estorsione.

Si tratta però di una parte delle indagini ancora in svolgimento, probabilmente. Il compito di Barletta doveva essere quello di trovare e mettere a disposizione un luogo per occultare la sostanza stupefacente, e sembra che il commerciante abbia anche accompagnato gli investigatori sul posto, ma non c’era nulla. Quindi le piste della storia di usura su cui ha lavorato la Mobile e quella del traffico di marijuana dall’Albania su cui indaga la Finanza si intrecciano. Il pm che ha richiesto la cattura di Barletta è Luca Buccheri.

Operazione Sanguisuga-2Barletta, assistito dall’avvocato Orazio Vesco, dovrà a breve essere sentito dal giudice delle indagini preliminari. Nella posizione invece di vittima di usura ed estorsione è assistito dall’avvocato Carmelo Molfetta. In seguito alle traversi economiche dovute ai suoi rapporti con i due gruppi di usurai brindisini, il commerciante, tramite il suo legale, aveva appena avviato la procedura pre-fallimentare per la sua ditta commerciale di materiale elettrico in via Asinio Pollione.

Il 25 febbraio a Santa Sabina i militari del Nucleo di polizia tributaria avevano arrestato il 45enne Salvatore Cicoria, di Carovigno, il 55enne Oronzo Luigi Palmisano, nato a Milano, anch'egli domiciliato a Carovigno, e un albanese, il 39enne Marcel Maraj. La droga era in una abitazione nella disponibilità di Palmisano. Il blitz scattò quando i finanziari appostati notarono che stava per cominciare il trasferimento della sostanza stupefacente a bordo di due veicoli, uno dei quali noleggiato. Qui probabilmente si innesta la posizione di Barletta nella vicenda.

Il 27 marzo gli investigatori della Squadra mobile hanno arrestato invece Carlo Zuccaro, 53 anni, dipendente della società partecipata Multiservizi; Vincenzo Madaghiele, 74 anni, vigile sanitario del Comune di Brindisi in pensione; Tommaso De Milo, 73 anni, titolare di un’officina specializzata nella riparazione delle marmitte; Giovanni Mauramati, 55 anni, responsabile di un’impresa attiva nel ramo dell’elettronica, nell’ambito dell’operazione denominata “Sanguisuga”, su indagini coordinate dal pm della procura di Brindisi Marco D’Agostino, atti poi poi passati alla Dda di Lecce. Gli indagati sono agli arresti domiciliari, e la stessa Dda ha proposto ricorso contro la decisione del gip di escludere l’aggravante dell’aver agito col metodo mafioso.
 

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