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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Normanni e Bizantini: la battaglia di Brindisi ricordata in un convegno

Una grande vittoria del popolo brindisino e della monarchia normanna segnò, ottocentocinquantotto anni fa, l'entrata definitiva della Puglia nell'Occidente europeo. Era il 14 aprile del 1156. Le mura di Brindisi furono attaccate dall'esercito bizantino

BRINDISI - Una grande vittoria del popolo brindisino e della monarchia normanna segnò, ottocentocinquantotto anni fa, l’entrata definitiva della Puglia nell’Occidente europeo. Era il 14 aprile del 1156. Le mura di Brindisi furono attaccate dall’esercito bizantino che intendeva riprendersi i territori del Regno di Sicilia governati dal sovrano Guglielmo I, discendente della dinastia normanna degli Altavilla. Con il XXXI Colloquio di Ricerca storica promosso dalla sezione locale della Società di Storia Patria per la Puglia e intitolato “L’età normanna in Puglia. Il Salento fra Bisanzio e Palermo”, svoltosi giovedì nella sala conferenze di Palazzo Nervegna, si è potuto ripercorrere le tappe di quell’avvincente battaglia che vide scontrarsi Normanni e Bizantini nel territorio pugliese.

Il convegno, che ha avuto il patrocinio del Comune di Brindisi, è stato realizzato con l’apporto del Consolato onorario di Grecia in Brindisi, del Centro per la diffusione della lingua e cultura greca “Dimitris Glaros” e della Comunità Ellenica di Brindisi, Lecce e Taranto. I lavori sono stati introdotti dal direttore del Centro Studi Normanno-Svevi dell’Università di Bari, Pasquale Cordasco, che ha esordito mettendo in risalto l’importante lavoro di studio e ricerca promosso dalla sezione di Brindisi della Società di Storia patria per la Puglia e parlando di “fruttuosa integrazione” tra l’iniziativa di quest’ultima e quella del suo centro.

Cavalieri normanni-2Cordasco ha quindi ricordato brevemente l’arrivo dei Normanni in Puglia e come seppero modificare equilibri esistenti consegnando i territori meridionali a una nuova fase storica, realizzando nuove forme di convivenza. “Un unicum nella vicenda europea”-afferma il direttore del Centro. Il presidente della Società di Storia patria-Brindisi, Giacomo Carito, ha ricordato invece l’improvvisa ascesa al trono di Costantinopoli dell’imperatore bizantino Manuele I Comneno e le minacce interne ed esterne che il Basileus dovette affrontare durante il suo regno, ricordando anche la figura dell’ammiraglio greco Giorgio d’Antiochia, la grande capacità raggiunta dalla marineria siciliana nel XII sec. e l’interesse dei Normanni per Brindisi, importante per l’espansione nei Balcani. Carito ha quindi ricostruito il Bellum Brundusinum partendo dall’iniziativa presa da Manuele I Comneno e giungendo sino alla pace tra gli Altavilla e il Basileus del 1158.

Di fonti bizantine ha parlato invece Isabella Bernardini D’Arnesano, direttrice del Centro “Dimitris Glaros”che ha proposto un quadro della situazione storico-politica dell’impero Romano d’Oriente durante il periodo della dinastia dei Comneni e una panoramica dei sei imperatori che salirono al trono di Bisanzio. Caratteristiche comuni ai sei Comneni erano forza e capacità di comando. La D’Arnesano ha proseguito soffermandosi in particolare sulla figura di Manuele I Comneno e sulla politica e l’ideologia espansiva della dinastia bizantina, terminando con una comparazione delle cronache dei due grandi storici bizantini del sec. XII, Giovanni Cinnamo e Niceta Coniata.

Giacomo Carito-2Le operazioni militari effettuate da Bizantini e Normanni nell’area di Brindisi durante lo scontro militare che si svolse tra il 14 aprile e il 28 maggio del 1156 hanno caratterizzato l’intervento del dottor Cristian Guzzo della Società di Storia patria-Brindisi, che ha descritto l’azione dell’esercito bizantino snodatosi su due fronti territoriali, quello adriatico e quello ionico, e l’assedio alle mura brindisine messo in atto dai greci con catapulte che scagliavano grosse pietre e con una testuggine arietata.

L’intervento di Dario Stomati del Rotary International Club-Appia Antica di Brindisi ha concluso il XXXI Colloquio di Ricerca storica. Nel suo intervento Stomati ha messo in evidenza come la collaborazione tra più società e circoli che si occupino di tematiche culturali offra un valore aggiunto all’evento in sé e come anche nella nostra città la Storia, quella con l’esse maiuscola, sia stata sviluppata.

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