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Cronaca

Indagine stazione marittima: avvisi del pm anche a due funzionari ministeriali

Ci sono anche due funzionari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra le persone indagate per il progetto della nuova stazione marittima nell'area doganale di Costa Morena - Punta delle Terrare, nel porto medio di Brindisi

BRINDISI - Ci sono anche due funzionari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra le persone indagate per il progetto della nuova stazione marittima nell'area doganale di Costa Morena - Punta delle Terrare, nel porto medio di Brindisi. due degli otto avvisi di fine indagini firmati dal pm Antonio Costantini, e affidati per le notifiche alla Guardia di Finanza, sono destinati al provveditore interregionale per le Opere pubbliche di Puglia e Basilicata, l'ingegnere Francesco Musci, e al dirigente dell'Ufficio verifica progetti dello stesso Provveditorato, ingegnere Tommaso Colabufo.

Gli altri indagati sono l'ex presidente dell'Autorità Portuale di Brindisi, Giuseppe Giurgola, il responsabile protempore dei servizi tecnici della stessa authority, Pasquale Fischetto, e l'attuale, Francesco Di Leverano, l'ex segretario generale Nicola Del Nobile, l'ex commissario straordinario Ferdinando Lolli, e il costruttore Tommaso Ricchiuto. Giurgola, Fischetto e Del Nobile rappresentavano il vertice politico, amministrativo e tecnico dell'Autorità Portuale quando fu affidata la progettazione del nuovo terminal "Le Vele" allo studio Angarano di Milano, fu indetto il bando di gara e furono affidati i lavori all'Ati composta da Coveco e Igeco (Ricchiuto rappresenta quest'ultima azienda).

La sede dell'Autorità PortualeNon è ancora chiaro se Di Leverano sia indagato per un parere rilasciato dal Comune di Brindisi quando ne era dirigente o per atti espletati nella sua nuova funzione;  Lolli il 21 settembre del 2012 firmò invece l'ordinanza con cui veniva definita l'area del cantiere per il progetto denominato Porto, sei mesi per il nuovo terminal
"Riqualificazione del Terminal di Costa Morena - Ristrutturazione ed ampliamento"
. I due funzionari del Provveditorato per le Opere pubbliche dovrebbero essere coinvolti, secondo il pm Costantini, nell'esercizio delle loro funzioni di verifica sul progetto (Nella foto, la sede dell'Autorità portuale di Brindisi).

Secondo l'esposto che ha innescato le indagini, firmato dall'amministratore di "Brindisi Terminal - Stazione marittima Il Mondo Srl", Massimiliano Taveri, la nuova stazione marittima dell'Autorità Portuale non poteva essere ubicata in quel sito perchè lo stesso, secondo il Piano regolatore portuale esistente, non ha quella destinazione, nè è stata apportata una apposita variante. Secondo Taveri, anche la ristrutturazione del vecchio terminal prefabbricato già esistente è un'operazione irregolare dal punto di vista urbanistico, perchè anche questa struttura non doveva essere a suo tempo realizzata per le stesse ragioni legata alle previsioni del Piano regolatore portuale.

Le indagini furono affidate al gruppo di Brindisi della Guardia di Finanza, che ha consegnato la propria relazione al pm Antonio Costantini nel gennaio scorso. Gli atti del pm pare comprendano anche una consulenza tecnica, e contano alcune migliaia di pagine. Per la cronaca, il cantiere della nuova stazione marittima è rimasto nella fase embrionale a causa di una serie di problemi tecnici, che tuttavia sarebbe stati risolti. Ora però subentra la prospettiva di una richiesta di rinvio a giudizio almeno per le otto persone che hanno ricevuto gli avvisi di fine indagini, ed i cui legali hanno venti giorni di tempo dalle notifiche per produrre memorie difensive o chiedere interrogatorio.

Gli uffici della procura e del gip a BrindisiLa gestione dell'Autorità portuale brindisina nel periodo Giurgola, sul piano delle infrastrutture, contano perciò questa indagine che di fatto al momento blocca il progetto della nuova stazione marittima, la perdita di poco meno di 50 milioni di euro del Cipe destinati ai cinque nuovi accosti di Sant'Apollinare (area che il Piano regolatore del porto destina invece a servizi per il traffico passeggeri e ro-ro), e i costi di progettazione del terminal crociere di Punta Riso, a sua volta non previsto dal Piano regolatore portuale, e del progetto del terminal crociere a Costa Morena Est, oggetto a sua volta di indagini e al momento non realizzato. Sul piano amministrativo, invece, c'è l'indagine - non ancora conclusa - sulle premialità al personale e ai dirigenti dell'ente, affidate tutte alle "fiamme gialle" (Nella foto, gli uffici della procura di Brindisi).

Brindisi non ha perciò una vera stazione marittima eccetto quella privata appena fuori dal varco doganale di Costa Morena Ovest. La ex stazione marittima nel porto interno è adibita ad uffici, il Terminal di Levante nel porto interno non svolge servizio passeggeri da tempo e quando era in funzione si rivelò inadeguato (oggi ospita uffici della polizia di frontiera e della dogana), ed ha pochi accosti attrezzati per le navi ro-ro e passeggeri. Risolvere questi problemi, nell'immediato attrezzando spazi e nuovi tratti dei grandi banchinamenti a disposizione sulla base di una idea chiara dei traffici da sviluppare, e varare il nuovo Piano regolatore portuale sono gli obiettivi delle future gestioni.

Ora si attende l'approvazione del piano di riordino della portualità italiana in chiave europea, in cui è prevista una sola authority per Bari, Brindisi, Barletta e Monopoli con sede nel capoluogo di regione. Toccherà, nel caso, al nuovo ente il compito di imprimere una svolta al porto di Brindisi.
 

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