Cronaca

Cosa è accaduto nel garage del traghetto? Le ipotesi per le indagini

Quando il relitto della Norman Atlantic sarà in porto, scatteranno sequestro e accertamenti. Ecco le possibili cause del rogo a bordo del traghetto italiano

BRINDISI – Se il relitto della nave ro-ro Norman Atlantic sarà rimorchiato nel porto di Brindisi, come sembra ormai deciso, al termine delle operazioni di recupero dei passeggeri e dell’equipaggio, scatterà subito il decreto di sequestro da parte del pm brindisino incaricato dell’inchiesta sull’incendio  divampato prima dell’alba di domenica nel ventre del traghetto italiano, che trasportava circa 200 veicoli, molti dei quali Tir e trailer cisterna con carichi di olio di oliva. Secondo alcuni operatori del settore, nel rogo sarebbero stati distrutti gran parte dei mezzi dei grossisti di olio ellenici. Obiettivo delle indagini, accertare l’origine dell’incendio: è stato un corto circuito o un malfunzionamento degli impianti di bordo, oppure le fiamme sono divampate a bordo di uno dei rimorchi o nella cabina di uno dei Tir?

Sarà malgrado tutto facile appurarlo se, ascoltando il comandante della nave e gli altri ufficiali del traghetto  Norman Atlantic, il pm Valeria Farina Valaori si troverà di fronte a persone informate dei fatti in grado di produrre, almeno a voce, l’esito delle ispezioni che si devono svolgere a brevi intervalli, durante la navigazione, sia nel garage che nelle stive delle navi traghetto, proprio in funzione della prevenzione degli incidenti come spostamento del carico o appunto focolai di incendio.

I trailer, i Tir e gli altri mezzi pesanti che vengono imbarcati nei garage dei traghetti vengono sottoposti ad una operazione definita rizzaggio, che deve garantire la stabilità del mezzo pesante nel garage anche in condizioni di mare grosso. Il personale addetto al controllo di stiva e di garage, i punzonatori, dovrebbero almeno ogni ora o due verificare la situazione con una ispezione accurata. Ciò serve anche a vigilare sulla condizione delle merci pericolose, come può essere definito qualsiasi carico altamente infiammabile (olio alimentare e detersivi inclusi, ad esempio).

Ma il punto è che spesso sui traghetti i Tir e i trailer, la merce più redditizia per gli armatori, molto di più dei passeggeri, vengono parcheggiati con pochissimo spazio tra un mezzo e l’altro, tanto che, riferiscono i camionisti, a volte non si riesce a uscire dalla cabina di guida. Era questa la situazione, nella notte tra sabato e domenica, nel garage del traghetto Norman Atlantic, partito da Patrasso, e poi in navigazione per Ancora dopo aver imbarcato altri veicoli pesanti a Igoumenitsa? Il punzonatore ha svolto le sue ispezioni, oppure i veicoli erano talmente vicini uno all’altro da impedire un controllo accurato?

Perché, in realtà, non si possono concentrare le ipotesi dell’incendio solo sugli impianti di bordo, ma va presa in considerazione la possibilità che le fiamme siano divampate a bordo di un trailer o di un Tir, magari per il surriscaldamento dei cavi di un impianto di refrigerazione. A Brindisi è accaduto due volte nel giro di poche settimane, per fortuna sul piazzale di sosta di Punta delle Terrare. Ma se fosse accaduto in navigazione?

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