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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Preso un anno dopo la rapina. Al suo posto era finito in cella un altro giovane

E'Francesco Franciosa, 32 anni di Brindisi, incensurato, il quarto componente del gruppo che il 19 febbraio dello scorso anno perpetrò una violenta rapina in una gioielleria a Castel Maggiore (Bolona). Ieri è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

BRINDISI – Al suo posto fu arrestato erroneamente, con l'accusa di rapina, ma poi scarcerato dopo appena dieci giorni il 25enne brindisino Italo Bagnuli. Da quanto hanno ricostruito i carabinieri, invece, è Francesco Franciosa, 32 anni di Brindisi, incensurato, la persona responsabile della brutale rapina perpetrata nel Bolognese a febbraio del 2013. Il giovane ieri è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Bologna per rapina aggravata, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi. Il provvedimento gli è stato notificato mentre si trovava a lavoro, in un grosso centro di distribuzione di San Pietro Vernotico.

Franciosa è accusato di essere uno dei quattro responsabili (gli altri erano Luca Ciampi, 27 anni, Alessio Rametta, 27 anni e Andrea Reho, 22 anni) della violenta rapina da 150mila euro, perpetrata nel pomeriggio del 19 febbraio 2013 nella gioielleria Masetti di Castel Maggiore (Bo). Ciampi, Rametta e Reho, a gennaio scorso, hanno patteggiato la pena. Dopo la scarcerazione di Italo Bagnuli, avvenuta il 4 luglio scorso i carabinieri del Nucleo investigativo di Bologna e i colleghi di Brindisi, si misero alla ricerca del quarto complice. Perchè, quel pomeriggio d'inverno a Castel Maggiore, a seminare terrore nella gioielleria Masetti furono in quattro.

I fatti. Il gruppo raggiunse il paesino emiliano con l'auto di una congiunta di Ciampi. Fece irruzione nella gioielleria a volto scoperto, brandendo un francesco franciosa-2taglierino riuscì a immobilizzare e legare polsi e caviglie al proprietario e ad alcuni clienti. Si impossessò di monili in oro e gioielli. Il sistema di videosorveglianza registrò tutta la scena.

Un carabiniere fuori servizio, che aveva assistito alla fuga dei banditi, inoltre, non solo riuscì a imprimersi nella memoria i volti dei due rapinatori seduti sui sedili anteriori (Reho e Ciampi), ma annotò anche la targa. E questo fu il particolare che chiuse di fatto le indagini, già supportate dalle registrazioni dell'impianto di sorveglianza elettronica. Il 25 giugno fu emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Rametta, Reho, Ciampi e Bagnuli. Il riconoscimento di quest'ultimo, però, fu affidato anche alla stessa vittima quando prese visione delle fotografie di alcuni soggetti già schedati. Va precisato che i carabinieri di Brindisi non erano convinti di quella identificazione e diedero parere contrario.

E Bagnuli, infatti, fu scarcerato il 4 luglio successivo. Il suo legale, Giampiero Iaia, riuscì a dimostrare, convincendo il gip di Bologna che il riconoscimento era stato fatto sulla base di una foto segnaletica del 2010, in cui il giovane aveva tutti i capelli. Al momento della rapina, invece, era calvo, come fu anche dimostrato dalle foto di Facebook postate proprio in quel periodo. Fu accertato e dimostrato, inoltre che il sospettato, tra il 17 e il 24 febbraio era a Brindisi, accanto alla moglie che in ospedale stava per dare alla luce una bambina.

Le indagini, quindi, non erano concluse. I militari del Nucleo investigativo della compagnia di Brindisi, profondi conoscitori del territorio e non solo dei soggetti già noti, si misero a lavoro per individuare il quarto complice. Studiarono attentamente i fotogrammi e riuscirono a individuare e identificare il volto della persona che era stata confusa con Italo Bagnuli. Si tratta, secondo gli investigatori, di Francesco Franciosa. Il 32enne è stato quindi arrestato e trasferito nel carcere di Brindisi.

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