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Cronaca

Intervento/ Ecco le risorse finanziarie accessibili per il Castello Alfonsino

Riceviamo dal capogruppo regionale del Partito democratico, Giuseppe Romano, un intervento sul progetto di recupero del Castello Alfonsino di Brindisi, che pubblichiamo integralmente

Riceviamo dal capogruppo regionale del Partito democratico, Giuseppe Romano, un intervento sul progetto di recupero del Castello Alfonsino di Brindisi, che pubblichiamo integralmente.

Sul futuro del Castello Alfonsino di Brindisi, un bene di monumentale importanza per la nostra comunità, dobbiamo mettere da parte i fronzoli e concentrarci su cosa è meglio fare. Per restituirlo alla collettività, occorrono azioni di recupero, quindi un restauro; progetti per la sua fruibilità, quindi una gestione efficace; e risorse che rendano possibile questi obiettivi, anche attraverso forme che vedano il pubblico collaborare con il privato. A questo scopo, infatti, è stato anche sottoscritto e presentato, qualche giorno fa, un protocollo di intesa tra il Comune di Brindisi e la Fondazione Mecenate 90.

E’ proprio perché spinti dalla voglia di un riformismo concreto e credibile che io e il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, abbiamo incontrato l’assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente, la cui esperienza e competenza in materia, sono indiscutibili nonché da tutti riconosciute. Come prima cosa, le abbiamo chiesto se la strada del protocollo di intesa con la Fondazione fosse quella giusta e l’assessore ci ha risposto che, con un bene di tale portata, non c’è alternativa a una gestione pubblico-privata.

Ma nell’incontro abbiamo voluto approfondire ogni aspetto, per non lasciare intentata alcuna via. Quindi abbiamo interrogato l’assessore su chi possa intervenire per il restauro del Castello. E abbiamo chiesto se fosse possibile avere anche un finanziamento stralcio dei fondi Poin. La risposta, purtroppo, non è stata positiva. L’assessore ci ha infatti spiegato che il Castello Alfonsino con i Poin non c’entra nulla poiché questi fondi in Puglia riguardano solo i poli del Gargano e del Salento. Tra quest’ultimo, però, non è contemplata Brindisi così come non c’è tutta la provincia di Lecce.

Una possibilità di avere un finanziamento dal Ministero del Beni e delle Attività culturali esisterebbe anche ma, nel caso del Castello Alfonsino, non è praticabile poiché il Ministero dovrebbe rendicontare l’opera entro giugno o dicembre 2015. Quindi i tempi non giocano a nostro favore. Allora all’assessore abbiamo chiesto quali possano essere le linee di finanziamento con cui lo Stato può rendere possibile una gestione pubblico-privata di questo bene così prezioso.

E, premesso che l’Ente pubblico deve presentare una candidatura mediante avviso pubblico e presentando un progetto esecutivo e un piano di gestione credibili, l’assessore Barbanente ci ha spiegato che: il protocollo con la Fondazione Mecenate 90 va benissimo per accedere a due linee di finanziamento. La prima riguarda il Fondo di sviluppo e coesione, per la quale sono disponibili 35,9 milioni di euro; la seconda riguarda l’asse sei della nuova programmazione comunitaria 2014-2020, per il quale sono a disposizione 175 milioni di euro. In entrambi i casi le risorse sono ancora in fase di contrattazione con Bruxelles.

L’incontro con l’assessore, dunque, ha portato all’apertura di due strade percorribili e l’impegno che abbiamo preso con Barbanente è di rivederci per capire quale sia la migliore. L’assessore come sempre ha confermato la sua disponibilità a patto che il Comune di Brindisi si doti di un progetto di restauro che quantifichi l’ammontare delle risorse; che sottoponga l’eventuale partecipazione di un privato; e che abbia un piano di gestione efficace. Il tutto seguendo procedure che siano, com’è ovvio, oggetto di bando a evidenza pubblica. Largo alle soluzioni praticabili e reali, dunque, e al bando le manifestazioni di interesse alla vicenda che portano solo a perdite di tempo inutili per tutta la nostra collettività.   

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