Cronaca

Furto in appartamento, incastrato dalle impronte digitali nove mesi dopo

In carcere Alessandro Zanzarella, residente a Brindisi: arrestato dagli agenti della Mobile in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare. La traccia trovata su un mobile di un'abitazione: il colpo contestato risale al 15 luglio 2015

BRINDISI -  Incastrato dal frammento di un’impronta digitale e accusato di furto in appartamento, nove mesi dopo il colpo: quella firma lasciata involontariamente è alla base dell’arresto del brindisino Alessandro Zanzarella, volto già noto agli uomini delle forze dell’ordine per essere stato arrestato in precedenza per lo stesso tipo di reato.

search-5Zanzarella è finito in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nella tarda mattinata di oggi, con l’accusa di aver derubato un’abitazione del capoluogo lo scorso 15 luglio, quando i proprietari erano fuori.

Riuscì a forzare la porta d’ingresso e a rovistare nell’appartamento alla ricerca di oggetti di valore e denaro contante. Ma evidentemente deve aver commesso un’imprudenza perché nell’appartamento gli agenti della Scientifica sono riusciti a isolare un’impronta digitale: la sua.

Il frattempo trovato è stato messo a confronto con le impronte di Zanzarella, già presenti nell’archivio delle forze dell’ordine, ed è stata evidenziata la corrispondenza che equivale a un indizio di colpevolezza di tipo granitico, contestato dal pubblico ministero e condiviso dal giudice per le indagini preliminare del Tribunale di Brindisi.

L’ordinanza è stata eseguita dagli agenti della Squadra Mobile del capoluogo: hanno raggiunto l’indagato nell’abitazione in cui era ristretto ai domiciliari per un cumulo di pene, l’ultima delle quali è relativa al tragico assalto avvenuto all’alba del 24 gennaio 2007. Zanzarella è stato condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione.

In quella circostanza, uno dei componenti del gruppo perse la vita, colpito da una pallottola esplosa da una guardia giurata  intervenuta sul posto, a sua volta condannato dalla Corte d’Assise a 14 anni con l’accusa di omicidio volontario, non essendo stata dimostrata la legittima difesa perché i ragazzi non erano armati. Non venne trovata, infatti, alcuna pistola.

Erano in quattro e presero di mira un distributore di carburanti lungo la statale 613 Brindisi-Lecce, all’altezza di Trepuzzi: mandarono in frantumi la vetrata del bar, riuscirono a prendere 500 pacchetti di sigarette e 100 euro. Tentarono la fuga a bordo di una Fiat Panda e di una Y10. La Panda fu raggiunta a Torchiarolo dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile che arrestarono Zanzarella, già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza. Accanto a lui c’era il cadavere del complice.

Nelle prossime ore sarà fissato l’interrogatorio di garanzia davanti al gip per l’arresto legato al furto nell’abitazione, appuntamento al quale Zanzarella si presenterà assistito dall’avvocato Daniela D’Amuri.

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