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I poliziotti in via Mecenate

I poliziotti in via Mecenate

Rapinò il pediatra e prelevò al bancomat: incastrato dalle telecamere

Ai domiciliari Alessandro Lonoce, brindisino: arrestato dalla Mobile a distanza di due mesi dall'irruzione nello studio di Giovani Palmisano, in via Mecenate. Minacciò il medico con un taglierino davanti ai bambini: il professionista prestò soccorso ai pazienti, chiamò la polizia e poi tornò al suo lavoro

BRINDISI – Taglierino in mano, piombò nello studio del pediatra Giovanni Palmisano, in  via Mecenate, e davanti ai bambini terrorizzati minacciò il medico per farsi consegnare il portafogli e il telefonino: Alessandro Lonoce, 29 anni, di Brindisi, è stato arrestato dagli Agenti della Mobile con l’accusa di rapina aggravata, incastrato dalle telecamere del bancomat che lo ripresero venti minuti dopo allo sportello per prelevare con la tessera del professionista.

Lonoce (nella foto accanto) è ristretto da questa mattina nella sua abitazione con il braccialetto elettronico, come chiesto dal giudice per le Alessandro Lonoce-2indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Maurizio Saso che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, su istanza del pubblico ministero Raffaele Casto, una volta raccolti una serie di elementi ritenuti “gravi indizi di colpevolezza” a carico del giovane brindisino, in relazione alla rapina consumata la sera del 29 febbraio scorso, attorno alle 20. Le indagini sono state svolte dagli agenti della Sezione Antirapina.

Nello studio, a quell’ora, c’erano anche mamme e bimbi in attesa di essere sottoposti a visita, all’improvviso entrarono due ragazzi: avevano il passamontagna, impugnavano un taglierino e non esitarono, stando alla ricostruzione dei fatti, a spintonare chi era in piedi per guadagnare l’ingresso nella stanza del medico. Una volta all’interno, uno dei due si avvicinò al pediatra, mise in evidenza la lama e urlò di consegnare denaro e portafogli.

Sulla scrivania c’erano cento euro, il telefonino cellulare del professionista brindisino e il portafogli, contenente carte di credito e bancomat, oltre ai documenti di identità.  Dopo qualche minuto lungo un’eternità, i due tagliarono la corda, uscirono correndo dallo studio. Il medico nonostante lo spavento, si preoccupò dei suoi piccoli pazienti e delle mamme e solo dopo essersi accertato che stavano bene, chiamò il 113 per raccontare quello che era accaduto.

Gli agenti delle volanti arrivarono a stretto giro, raccolsero le testimonianze dei presenti, tutte convergenti anche sull’abbigliamento dei due rapinatori. Il pediatra, dopo essere stato ascoltato, si rimise a lavorare e quella stessa sera andò a visitare un altro piccolo paziente.

rapina via mecenate polizia-3-2-2Venti minuti più tardi, stando a quanto riportato nell’ordinanza di custodia cautelare, Lonoce e l’altro che resta ancora senza none, andarono a prevelare usando il bancomat del medico: 500 euro in due operazioni, presso lo sportello dell’istituto Credito Emiliano in viale Aldo Moro e furono ripresi dalle telecamere. Una in particolare sarebbe stata utile ai fini delle indagini perché ha permesso di fare uno zoom per inquadrare e ingrandire il volto di uno dei giovani, identificato in Alessandro Lonoce, peraltro già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio (difeso allora come ora dall’avvocato Luca Leoci).

La seconda telecamera posta a presidio del bancomat è stata utile per “leggere” la targa dell’auto inquadrata mentre arriva e riparte e distanza di poco: una Fiat Punto intestata allo stesso Lonoce. Secondo indizio annotato dagli agenti della Mobile diretti da Alberto Somma.

Il terzo elemento che ha portato all’arresto del brindisino è arrivato a distanza di qualche giorno dalla rapina, quando i poliziotti hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione di Lonoce per confrontare gli abiti indossati dal giovane ripreso dalle telecamere. E hanno trovato piumino, maglietta, scarpe e orologio identici. Impossibile pensare a un caso. Da qui l’immediata trasmissione degli atti al pm che ha chiesto l’arresto. 

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