Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Hascisc nella scarpa della ragazza: tre anni di reclusione

Condannato con rito abbreviato Orazio Lagatta, 23 anni,di Brindisi, arrestato il 21 gennaio scorso dai carabinieri: i militari si presentarono nella sua abitazione, riuscì a fuggire e si costituì dopo qualche ora dopo

BRINDISI – Sembrava un nascondiglio perfetto per l’hascisc: una scarpa della ragazza, la sua fidanzata. Chi mai sarebbe entrato nel ripostiglio? I carabinieri che lo hanno arrestato per spaccio di droga, accusa per la quale oggi Orazio Lagatta, brindisino, è stato condannato.

LAGATTA ORAZIO-3Il gup ha chiuso il conto in nome della giustizia a tre anni di reclusione più diecimila euro di multa, quattro mesi in più rispetto a quanto chiesto dal pubblico ministero nel corso della requisitoria.

L’imputato, difeso dall’avvocato Daniela d’Amuri, è stato giudicato con rito abbreviato in relazione all’accusa di detenzione ai fini dello spaccio di sostanza stupefacente a cui è stata aggiunta quella di evasione perché il giorno in cui i militari si presentarono nella sua abitazione per la perquisizione temendo che ci fosse droga, riuscì a fuggire. Si presentò qualche ora dopo, accompagnato dal suo legale di fiducia.

I fatti per i quali è stato giudicato e condannato risalgono al 21 gennaio scorso, quando i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile sotto la direzione del tenente Luca Colombari della compagnia di Brindisi,  guidata dal capitano Luca Morrone, dopo aver osservato un viavai di giovani nei pressi dell’abitazione di Lagatta decisero di procedere con una verifica. Si presentarono fingendosi clienti ed ebbero conferma del sospetto iniziale quando trovarono la droga: 85 grammi di hashish, suddiviso in dosi, più denaro contante ritenuto il provento dell’attività di spaccio, per un totale di 205 euro. Trovarono anche due radio scanner per intercettare le frequenze delle forze di polizia.

In un primo momento l’accusa di spaccio venne mossa anche nei confronti della convivente di Lagatta il quale, in sede di interrogatorio scagionò la ragazza assumendosi ogni responsabilità: spiegò, infatti, di essere stato lui a nascondere la droga nella scarpa da donna.

Il pubblico ministero Iolanda Daniela Chimenti aveva chiesto la condanna alla pena di due anni e otto mesi, il gup Tea Verderosa ha chiuso a tre anni con diecimila euro di multa.

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