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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca Carovigno

Avviato il depuratore consortile di Bufalaria per i primi test di funzionamento

Malgrado le polemiche della vigilia, le diffide e l'esposto alla procura da parte del Consorzio di gestione di Torre Guaceto, l'Acquedotto Pugliese come stabilito oggi ha avviato per la prima volta il depuratore consortile di Bufalaria, ma solo per i reflui della rete fognaria di uno dei tre comuni che dovrà servire, San Michele Salentino

CAROVIGNO – Malgrado le polemiche della vigilia, le diffide e l’esposto alla procura da parte del Consorzio di gestione di Torre Guaceto, l’Acquedotto Pugliese come stabilito oggi ha avviato per la prima volta il depuratore consortile di Bufalaria, ma solo per i reflui della rete fognaria di uno dei tre comuni che dovrà servire, San Michele Salentino, il meno popoloso e il più lontano. Le acque depurate sono state immesse nel Canale Reale, a monte della foce che si trova sulla costa dell’Area marina protetta di Torre Guaceto, in località Baccatani.

Il test prevede anche la messa a punto dei processi di trattamento. Sembra che oggi l’acqua arrivata nel Canale Reale fosse scura, non si sa però se a causa della percorrenza nelle condotte mai utilizzate o se a causa di un processo ancora da perfezionare. Per giovedì 25 settembre si terrà un incontro a Bari presso il servizio competente della Regione Puglia, con i sindaci interessati e lo stesso Acquedotto Pugliese, che è il gestore anche di questo impianto.

Gli altri due centri in stand-by sono San Vito dei Normanni, 20mila abitanti, e Carovigno, poco meno di 15 mila, cui seguiranno anche le borgate costiere di Santa Sabina e Specchiolla. I tre comuni che utilizzeranno l’impianto consortile da molti anni scaricano i loro reflui nelle cavità carsiche, una situazione di inquinamento ormai non più sostenibile. Ma anche l’utilizzo del Canale Reale, e delle acque di Torre Guaceto come recapito finale del depuratore di Bufalaria è fortemente contestata non solo dal Consorzio di gestione dell’Area marina protesta e della riserva naturale terrestre, ma anche dal Wwf regionale e da altre associazioni.

Si temono soprattutto malfunzionamenti del depuratore o blocchi come quelli che possono causare immissioni-pirata nelle reti urbane di acque di vegetazione dei frantoi oleari, che hanno il potere di mandare in tilt i processi di ossidazione dei reflui fognari. Fatti purtroppo frequenti, veri e propri attentati all’ambiente compiuti da gente senza scrupoli che andrebbe scoperta e perseguita duramente.

Per questo si era raggiunto l’accordo di spostare il recapito finale in una condotta sottomarina già esistente ad Apani, mai utilizzata e in totale degrado, che va ripristinata e allungata. Ci vorrà qualche anno. E nel frattempo? Il punto è questo, e AqP aveva perciò fissato per oggi il test di avvio del depuratore. La reazione del Consorzio di Torre Guaceto è stata inizialmente quella di un nuovo ricorso al Tar di Lecce, ma per ragioni di urgenza si è optato per la denuncia alla procura della Repubblica, nel tentativo di fermare anche il test.

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