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Cronaca Cellino San Marco

Cellino nel mirino del crimine: il sindaco attaccato da Vitali e antiracket

Ha subito cinque attentati, ma questo non esclude le responsabilità politiche e di sindaco del'avvocato Francesco Cascione per l'ombra che si allunga sulla vita pubblica di Cellino San Marco con lo scioglimento del consiglio comunale decretato venerdì sera dal governo, al cospetto delle pressioni della criminalità organizzata sull'amministrazione civica

CELLINO SAN MARCO – Ha subito cinque attentati, ma questo non esclude le responsabilità politiche e di sindaco del’avvocato Francesco Cascione per l’ombra che si allunga sulla vita pubblica di Cellino San Marco con lo scioglimento del consiglio comunale decretato venerdì sera dal governo, al cospetto delle pressioni della criminalità organizzata sull’amministrazione civica. E tra chi punta il dito c’è proprio il coordinatore provinciale di Forza Italia, Luigi Vitali, area politica in cui Cascione ha militato sino a qualche tempo fa: "Quanto verificatosi a Cellino San Marco provoca una ferita dolorosa che non meritava quella cittadina. Senza voler entrare nel merito della vicenda non avendo nè gli elementi nè la veste dico solo che se il sindaco Cascione avesse ascoltato a suo tempo i consigli dei vertici provinciali, regionali e nazionali di Forza Italia e quelli di alcuni esponenti della sua maggioranza, invece di cambiare casacca e revocare deleghe, avrebbe evitato un lungo periodo di commissariamento alla città ed un'onta a lui ed alla politica” .

Luigi Vitali“Ci impegneremo per cercare di ridare fiducia ai cellinesi e per dimostrare che è ancora possibile una buona politica”, promette l’ex sottosegretario. Duro il commento di Roberto Martina, presidente dell’associazione antiracket San Marco. “Mai avremmo immaginato che si arrivasse a tanto. Un danno immane  per il paese, per la sua credibilità, per la sua storia e i suoi tantissimi onesti cittadini. Una macchia e un marchio che rimarranno scolpiti nella sempre limpida storia centenaria della nostra amata Cellino”, dice Martina accusando gli amministratori comunali mandati a casa dal Consiglio dei Ministri. “In un territorio che ha sempre rifiutato e rigettato la complicità dei criminali  mafiosi e l’etichetta di  città mafiosa ci piange il cuore doversi risvegliare e constatare davvero che l’amministrazione comunale  e’ stata condizionata da compagini criminali”.

“Il nostro amatissimo paese non meritava tutto questo. E chi e’ stato responsabile di questo disastro annunciato abbia il coraggio di chiedere scusa, di autoescludersi per sempre dalla vita politica cittadina e se si ha ancora un briciolo di coscienza  di fare chiarezza al più presto e di collaborare con le istituzioni”, esorta il presidente dell’associazione antiracket locale, una delle prime formate nel Brindisino, rivolgendosi ancora a chi guidato l’amministrazione civica. “Siamo sicuri che questa volta la comunità cellinese saprà riscattarsi”.

I carabinieri al municipio di Cellino San Marco“La legalità e la giustizia sono le uniche direzioni da seguire. Confermiamo pienissima fiducia nell’ operato dello Stato e di chi lo rappresenta nel territorio. Istituzioni, conclude Roberto Martina, “che sono sempre statei attente, presenti e tempestive nell’intervento. Auspichiamo che gli organi inquirenti e la magistratura accertino al più presto tutte le responsabilità e complicità senza lasciare nessun cono d’ombra che chi ha sbagliato e chi ha assecondato certe condotte sia considerato ugualmente responsabile e complice di quello che e’ accaduto. E che non hanno avuto il coraggio di denunciare, di prendere le distanze e di difendere la propria onorabilità e la propria dignità di cittadini liberi”.

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