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La passata edizione della "cena in bianco" a Brindisi

La passata edizione della "cena in bianco" a Brindisi

Cena in bianco a Brindisi, dal Comune tremila euro per le spese

L'evento previsto inizialmente il 10 settembre in piazza Santa Teresa, rinviato al 17: "Ognuno si organizza, cucina e porta tutto da casa, dai tavoli ai piatti e alle bevande". Ma l'organizzazione chiede un contributo di 5mila euro e di non pagare la Tosap: "Sul blog e in rete si parlerà della città"

BRINDISI – Cena in total white, rigorosamente in bianco, sotto il cielo di piazza Santa Teresa a Brindisi,inizialmente previsto per  il 10 settembre (domani, sabato) poi rinviato al 17 prossimo, secondo il format che ha spopolato nelle grandi città, con i partecipanti che cucinano e portano tutto da casa, dai tavoli ai piatti, alle tovaglie. Ma l’organizzazione sostiene ugualmente delle spese e per questo ha chiesto e ottenuto dal Comune un contributo.

Piazza Santa Teresa in occasione delle celebrazioni del 4 novembre-3L’aiuto economico che arriva dall’Amministrazione, per mano della Giunta Carluccio, è pari a tremila euro, a fronte di una istanza di cinquemila euro arrivata a Palazzo di città il primo settembre scorso. Nella lettera, scritta da Emanuela Giannuzzo in qualità di “socio promotore locale Cena in Bianco” aderente all’Associazione Nazionale Unconventional Dinner è stato prima di tutto presentato l’evento, ricordando al Comune le finalità e le ragioni del successo ottenuto sin dal maggio 2012, quando c’è stato il debutto dell’”idea progettuale di Antonella Bentivoglio d’Afflitto”.

Cos’è la cena in bianco? Risposta: “Si tratta di un format la cui idea, i cui contenuti, i marchi, il blog, il sito e i domini sono coperti da copyright, deposito e registrazione”, si legge nel testo della missiva. Si tratta di “una manifestazione che possa coinvolgere persone di tutte le età, per essere inquilini intelligenti della nostra città” questo perché “ognuno di noi è una sorta di attore protagonista insieme agli altri nel creare una camera di pranzo di persone sedute a tavola che non si conoscono, che danno vita con il loro fare a una tavolata immensa e veste un luogo della propria città”. Poi “attraverso la fotografie, i filmati e il nostro racconto si diffonde via web” e di conseguenza i luoghi, in tal caso quelli di Brindisi, beneficiano di grande visibilità in rete e fanno parlare di sé”.

L’obiettivo è questo: “Sensibilizzare – è scritto – le persone a fare qualcosa per le proprie località, per far sì che i cittadini siano organizzatori e non spettatori, per dare un messaggio a noi che, invece di aspettare sempre o quasi sempre che qualcuno faccia qualcosa per noi, noi possiamo fare”.

Il senso del fare di cui si parla nella lettera significa, in pratica, che chi “viene a conoscenza dell’iniziativa e decide di parteciparvi si occupa dei preparativi”. In altre parole: “Ognuno si organizza e porta tutto da casa”, cucina quel che intende mangiare e apparecchia in piazza, ovviamente portando anche tavoli, sedie, tovaglie e tovaglioli, piatti, bicchieri, posate, bevande. A due condizioni: tutto deve essere di colore bianco, ma non necessariamente il menu che può contemplare piatti “colorati” ed è bandita la plastica, per cui bisognerà ricorrere al vetro, al cristallo, alla ceramica e al legno.

I tavoli saranno uniti fino a formarne uno lungo, in modo tale da realizzare la cena in piazza sotto le stelle, per “celebrare la vera e grande tradizione italiana”, nel “senso più profondo della condivisione e della convivialità” all’insegna – è spiegato sempre nella lettera – di cinque grandi E: “i valori dell’etica, dell’estetica, dell’ecologia, dell’educazione e dell’eleganza”.

Cosa succede dopo aver cenato in piazza Santa Teresa, così come in ogni altra piazza d’Italia? “Ognuno sparecchia, porta via i rifiuti e li deposita nei cassonetti, non li lascia in giro”, ha tenuto a precisare Emanuela Giannuzzo. “Non deve rimanere traccia del nostro passaggio, la location deve essere lasciata immacolata come l’abbiamo trovata”.

A dare una mano sia nelle pulizie che nei preparatici, ci saranno dei volontari chiamati “white angels”, non è prevista “nessuna forma di pagamento per la partecipazione” e chi “vuole può contribuire alle spese”. Spese di cui nulla si dice nella missiva, ma evidentemente ci sono se è stato chiesto al Comune di Brindisi un “contributo di cinquemila euro”, oltre alla “possibilità di occupare il suolo pubblico ad uso gratuito dalle ore 15 del 10 settembre alle 2 dell’11”. In caso di pioggia, la cena slitterà all’11 settembre o al 17 settembre.

La giunta della sindaca Carluccio-3All’Amministrazione, inoltre, sono state chieste “la fornitura di 40 transenne”, la “presenza di due coppie di vigili urbani poste a sicurezza dei partecipanti”, la “possibilità di usufruire di corrente elettrica e di un locale in zona da usare come deposito” e ancora “bagni chimici e cassonetti per rifiuti” e  la “disposizione del divieto di sosta lungo tutta la piazza e la chiusura al traffico di via Annibiale de Leo e via Ercole Brindisino dalle 19 alle 24, fatta eccezione per i residenti.

Da Palazzo di città hanno risposto con delibera di Giunta, decidendo di accordare il contributo di tremila euro. La decisione è del 2 settembre scorso, assenti gli assessori Salvatore Brigante e Francesca Scatigno. Con la stessa delibera sono stati riconosciuti 300 euro alla “Notte sotto le stelle”, organizzata dall’associazione “B&B in rete Brindisi Grande Salento”, con osservazione astronomica il 10 settembre sulla scalinata virgiliana; 1.400 euro per il “Viaggio musicale” dal 13 al 16 settembre  tra la piazzetta delle scuole Pie e la palazzina Belvedere, con i Rinoplastici, Estoril, Nuvolari acustico e Lungomare cantautori; 150 euro per la rassegna d’arte sulla scalinata il 25 settembre, su proposta dell’Endas e infine 700 euro per la rassegna organistica “la Girolmeta” per le date del 2, 9, 16, 23 e 30 ottobre prossimi, organizzata dall’associazione culturale il Vecchio Castello.

Complessivamente, l’Amministrazione ha impegnato la somma di 5.550 euro per gli eventi tra settembre e ottobre.

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