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"Cetma in agonia tra promesse da marinaio e silenzio delle istituzioni"

Le segreterie di Cgil Flc e Fiom: "Ottanta dipendenti in cassa integrazione, 12 ricercatori si sono già licenziati. Necessari interventi del Mise e dell'Enea"

BRINDISI - Si aggrava ogni giorno di più la crisi del Cetma, Centro di ricerche europeo di tecnologie, design e materiali, organismo privato “senza scopo di lucro” a maggioranza pubblica, che vede come socio principale l’Enea (50 per cento delle quote) con sede a Brindisi presso la Cittadella della Ricerca: da aprile tutti gli 80 dipendenti sono in cassa integrazione e in 12 hanno rassegnato le dimissioni

"Il Cetma rappresenta un anello strategico dell’economia pugliese avendo come obiettivo quello di svolgere attività di ricerca, trasferimento tecnologico e diffusione della conoscenza con particolare attenzione verso le piccole e medie imprese meridionali. Occupa circa 80 ricercatori e da oltre 20 anni svolge attività di ricerca applicata, sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico nel settore dei materiali avanzati, dell'ICT e dello sviluppo di prodotto", sottlineano in una nota le segreterie di Cgil, Flc e Fiom. 

"La situazione di estremo disagio finanziario è causata da ritardi cronici e dalla sostanziale inefficienza del Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca  relativi, in particolare, alla verifica e liquidazione dei progetti di ricerca finanziati dal Pon Ricerca e Competitività 2007-2013. Oltre ai danni per la finanza pubblica nazionale, e soprattutto per il Mezzogiorno, in questo scenario le vittime principali sono proprio gli Organismi di Ricerca che non godono di un contributo ordinario da parte dello Stato né hanno alle spalle grandi aziende private", sostengono i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

"Dal 3 aprile 2017 il Cetma ha attivato la cassa integrazione per tutti gli 80 dipendenti, con riduzione dell’orario lavorativo giornaliero di due ore. Da marzo non percepiscono gli stipendi, né le spettanze. Una situazione insostenibile che ha già portato 12 dipendenti alle dimissioni, metà delle quali per giustificato motivo per accedere all’indennità di disoccupazione (NASPI), unico sostentamento in attesa di trovare una nuova collocazione. Recependo le indicazioni dei dipendenti, non si escludono ulteriori dimissioni nei prossimi giorni"

"Un esito della crisi, sconfortante e drammatico, che sta producendo la perdita di competenze strategiche. Molti dei ricercatori che si sono licenziati, infatti, hanno anche 15 anni di esperienza. Rappresentano una grave perdita, non solo per il Cetma, ma per l’intero territorio brindisino e meridionale, che necessita di tali figure per innescare, attraverso l’innovazione di prodotti e processi, un processo virtuoso di riposizionamento e incremento della competitività sul mercato. Un depauperamento che procede nel totale silenzio delle Istituzioni o ricevendo promesse da marinaio, come dal Ministro Fedeli in visita al Cetma alla vigilia delle primarie del Pd del 30 aprile", ricordano nella nota stampa.

"Chiediamo la velocizzazione di tutte le procedure di verifica da parte dell’Autorità di Gestione del Pon Rec 2007-2013 necessarie alla certificazione dei contributi da erogare; un intervento immediato delle Istituzioni per risolvere il problema contingente che consenta di dare continuità alle attività ed impedire lo sgretolamento del Cetma; un intervento del Mise, non perché coinvolto nelle responsabilità dirette della crisi, ma perché certamente interessato a non far svanire le potenzialità delle imprese del Mezzogiorno, e non solo, che collaborano assiduamente con il Cetma ed istituzionalmente più esperto nell’affrontare situazioni di crisi industriali e un intervento dell'Enea, secondo Ente di Ricerca in Italia, che in questo momento di forte difficoltà, in quanto socio di maggioranza, potrebbe intervenire anche con risorse economiche per arrestare le continue dimissioni dei dipendenti e assicurare il prosieguo delle attività spesso condotte congiuntamente con Enea stesso".

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