Cronaca

Xylella: la Francia blocca 102 specie vegetali dalla Puglia. Ira di Coldiretti

"Incredibile che l'Ue reagisca come 'Ponzio Pilato', facendo 'spallucce' al provvedimento con cui il Ministro dell'Agricoltura francese ha decretato il divieto di importazione dalla Puglia di 102 varietà di piante, quando non ha ancora disposto efficaci misure di rafforzamento dei controlli alle frontiere e l'embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi salentini". Lo dice Coldiretti Puglia

“Incredibile che l’Ue reagisca come ‘Ponzio Pilato’,  facendo ‘spallucce’ al provvedimento con cui il Ministro dell’Agricoltura francese ha decretato il divieto di importazione dalla Puglia di 102 varietà di piante, quando  non ha ancora disposto efficaci misure di rafforzamento dei controlli alle frontiere e l’embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi salentini, come ad esempio il sud America e un doveroso periodo di quarantena delle piante provenienti da Paesi extra Ue, al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto. Pertanto, dall’Olanda possono entrare piante infette, come quelle di caffè che sono state ritrovate nei vivai lombardi. Intanto, ha messo in quarantena da mesi vivai e olivicoltori pugliesi. Ora ci aspettiamo che l’Italia reagisca con altrettanto vigore e grande senso di responsabilità”.

Incredulo il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla reazione dell’Ue che di fatto ha giustificato la decisione francese di alzare la guardia e chiudere le frontiere.  “L'origine e la traiettoria del batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi – continua il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - sono scientificamente provati: è stato introdotto nel Salento dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam. Subiamo un sistema di regole europee che facilita le importazioni di qualsiasi bene, spesso anche senza le giuste garanzie per i consumatori, mentre rende difficili, per assurdo, le esportazioni. L'aggravante è che i flussi commerciali continuano e l'Ue ha posto l'embargo ai nostri vivai, ma non ha risolto il problema alla fonte, ovvero realizzando i centri di quarantena fitosanitaria all'ingresso dell'Europa".

Infatti, non solo gli ulivi pugliesi e la vite. Anche le piante di fico, albicocco, mandorlo, pesco, agrumi, ciliegio, gelso, oltre a numerose piante ornamentali - uno dei settori più attivi in Puglia - sono da oggi sotto embargo francese. Ben 102 specie vegetali, secondo Coldiretti, non potranno più essere esportate dalla Puglia in Francia per effetto del Decreto del ministero dell'Agricoltura francese già pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. E secondo la Commissione Ue le misure anti-Xylella prese dalla Francia, sono "in linea con la legislazione" comunitaria perché' questa prescrive che "in caso di pericolo imminente, uno stato membro puo' immediatamente prendere misure ulteriori contro le importazioni da paesi terzi". Quindi se uno dei 28 Paesi membri "ritiene che queste misure Ue non siano prese o non prese in tempo, questo può prendere le misure nazionali temporanee che ritiene necessarie finche' la Commissione non adotta misure specifiche".

Non solo. L'esecutivo comunitario si dichiara "consapevole che anche Spagna, Portogallo e Grecia hanno preoccupazioni simili a quelle della Francia", tuttavia "non è al corrente di azioni simili pianificate nel prossimo futuro da nessuno di loro". La prossima riunione prevista del Comitato permanente per la salute delle piante, in cui dovranno essere discusse e auspicabilmente votate le nuove misure è prevista il 27 e 28 aprile. Nel frattempo, i gourmet francesi potranno forse sperare in arrivi estemporanei di tipicità pugliesi come i lampascioni e il fungo cardoncello della Murgia per accompagnare la burrata di cui sono ghiotti importatori.

Coldiretti chiede che il Parlamento si attivi per il riconoscimento dello stato di calamità. Richiesta espressa anche da Elvira Savino, capogruppo di Forza Italia in Commissione Politiche della Ue alla Camera e da Michele Emiliano, segretario pugliese del Pd, mentre Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura, chiede chiarimenti sull'embargo al ministro Maurizio Martina che da domani sarà in Puglia e incontrerà il commissario per l'emergenza, Giuseppe Silletti. Ma il Comitato Voce dell'Olivo teme sia "una mera passerella" e declina l'invito all'incontro col ministro a Lecce. Intanto il 9 aprile il Tar deciderà sulla richiesta di sospensiva degli avvocati Giovanni e Guido Pesce che hanno già ottenuto un decreto urgente che ha bloccato le prime eradicazioni previste nel terreno di loro proprietà, a Oria (Brindisi), territorio selezionato come zona di avvio del piano Silletti. Entro il 17 aprile si attende invece il nuovo parere scientifico dell'Efsa.

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