Passeggia sotto i portici Inps, cede un mattone: ferito e risarcito

Il giudice di pace condanna il Comune a pagare i danni a un brindisino per un incidente avvenuto la sera dell'Immacolata di due anni fa: sprofondò nella voragine

BRINDISI – Poteva andare peggio la sera dell’Immacolata di due anni fa, quando una lastra si staccò dai portici della palazzina Inps: il mattone in vetrocemento piombò per terra causando una “voragine” in cui finì un brindisino che pochi istanti prima era passato da lì. Per quest’incidente dovrà pagare il Comune: danni per 712 euro a titolo di ristoro per dieci giorni di inabilità conseguenza delle lesioni riportate dal pedone.

Lo ha stabilito il giudice di pace di Brindisi con sentenza pronunciata lo scorso 18 ottobre, accogliendo l’istanza presentata dall’avvocato Francesco Monopoli, in nome e per conto del brindisino che la sera dell’8 dicembre 2014, attorno alle 21, stava passeggiando in Centro per raggiungere piazza Vittoria dove aveva appuntamento con amici.

Secondo il giudice Cosimo Merico, alla luce delle prove documentali e testimoniali, prodotte dal legale, la domanda relativa al risarcimento dei danni a carico dell’Amministrazione cittadina va accolta perché è fondata essendo responsabilità dell’Ente la manutenzione delle strade e delle piazze urbane. Il Comune, dal canto suo, ha sempre sostenuto che non ci fosse alcuna responsabilità posto che la lastra si staccò dal lucernario dell’immobile in cui sono ospitati gli uffici dell’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza. Per questo chiedeva la citazione dell’Inps.

Il giudice è arrivato a conclusioni contrarie per la seguente motivazione: “La responsabilità della Pubblica Amministrazione proprietaria della strada può essere affermata solo quando il danno sia riconducibile a una insidia, cioè a un pericolo oggettivamente non prevedibile e non visibile”, si legge nella sentenza.

“Indubbia nel caso di specie, l’esistenza dell’insidia nel duplice requisito della non prevedibilità soggettiva e della non visibilità oggettiva”, è scritto ancora. “Il cedimento di un mattone in vetrocemento della pavimentazione stradale risulta provata. Tale stato dei luoghi è stato confermato dai testi escussi, i quali hanno confermato il cedimento. E’ evidente quindi che l’attore non potesse avere cognizione di detta evenienza”.

“Circa il quantum debeatur per le lesioni a causa del trama possono essere valutate, come da consulenza tecnica depositata, per un danno complessivo pari a 721 euro e 17 centesimi, relativo a dieci giorni di inabilità, di cui cinque di inabilità temporanea totale e gli altri di inabilità temporanea parziale al 50 per cento, con lo 0,5 per centro di danno biologico permanente”.

Alla somma dovranno essere aggiunti gli “interessi sino al giorno del soddisfo” nonché le spese e le competenze sostenute dal brindisino nel giudizio, pari a 625 euro”. Tutto a carico del Comune.

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