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Le mani della Scu di Buccarella sul fotovoltaico, dieci condanne in Appello

Otto anni e 8 mesi per Totò Balla, sette alla moglie Antonia Caliandro, quattro e 8 mesi per il figlio Angelo, 10 anni a Francesco Campana. La sentenza in abbreviato conferma quella di primo grado. Il blitz Helios il 19 settembre 2012, tra gli imputati anche Vincenza Trenta, compagna del capo famiglia e Raffaele Renna detto Puffo

BRINDISI – Le mani della Sacra Corona Unita, gruppo ritenuto capeggiato da Buccarella, erano arrivate anche nel fotovoltaico e con questa accusa sono stati condannati in secondo grado i dieci imputati che hanno scelto l’abbreviato: la sentenza della Corte d’Appello di Lecce conferma sostanzialmente la pronuncia del gup, riconoscendo un ruolo di primo piano a Totò Balla, al secolo Salvatore Buccarella, rogoliano, e a Francesco Campana. Imputate anche due donne che secondo la Dda avrebbero preso parte ad alcuni episodi contestati, raccolti sotto la voce Helios.

La pronuncia è arrivata nel tardo pomeriggio di oggi, dopo una camera di consiglio durata quattro ore, per le motivazioni bisognerà attendere novanta giorni ma i difensori hanno già anticipato che ricorreranno in Cassazione.

Salvatore BuccarellaLe condanne sono le seguenti: otto anni e otto mesi per Salvatore Buccarella, 56 anni, di Tuturano, difeso dagli avvocati Vito Epifani e Ladislao Massari; sette anni per Antonia Caliandro, 59 anni, di Tuturano, la moglie di Salvatore Buccarella, difesa dall'avvocato Giuseppe Lanzalone; quattro anni e otto mesi per Angelo Buccarella, il figlio 37enne di Salvatore, difeso da Ladislao Massari per il quale è stata esclusa un’aggravante; dieci anni per Francesco Campana, 42 anni, di Mesagne, difeso da Cosimo Lodeserto e Francesca Conte.

Condanna a 14 anni e 4 mesi per Cosimo Giardino Fai, 55 anni di Tuturano, difeso dall'avvocato Gianvito Lillo il quale ha ottenuto l'assoluzione da un'estorsione, pena determinata in continuazione a sei anni che resta assorbita in quella finale; due anni e otto mesi per Angelo Dimitri, 39 anni di San Pietro Vernotico, quattro anni per Gabriele Giannone, 39 anni di Tuturano, difeso da Daniela D'Amuri.

Raffaele RennaAncora condanna a  dieci anni per Raffaele Renna (detto Puffo) di San Pietro Vernotico; sei anni per Ronzino De Nitto, 38 anni di Mesagne, difeso dall'avvocato Pasquale Annicchiarico, e infine sei anni e otto mesi per Vincenza Trenta, 58 anni di Brindisi, difesa dall'avvocato Domenico Valetta, compagna di "Nino Balla", al secolo Giovanni Buccarella, 88enne di Tuturano, padre di Salvatore, la cui posizione è stata stralciata non essendo più capace di stare in giudizio.

Il processo scaturisce dall’inchiesta della Dda di Lecce chiamata Helios che il 19 settembre del 2012 portò all'esecuzione di sedici ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri. A rafforzare l'accusa anche le dichiarazioni rese da sei pentiti: Ercole Penna, Simone Caforio, Fabio Fornaro, Davide Tafuro e Giuseppe Passaseo

I presunti taglieggiatori avevano paragonato il proprio ruolo - stando a quanto riportato nel provvedimento - a quello svolto in Sicilia da Cosa Nostra. Ma non è soltanto di soldi che necessitava l'organizzazione, anche di posti di lavoro e di incarichi per le proprie aziende di fiducia. Le opere nei parchi eolici e fotovoltaici andavano svolti "da altre persone che pagano la protezione". La guardiania veniva assicurata, in cambio di soldi:  "Due, tre, quattro, cinque mila euro" al mese.

 

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