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Incidente di Halloween, condannato lo studente alla guida dell’auto

Il 19enne patteggia a un anno, cinque mesi e venti giorni per omicidio colposo aggravato e guida in stato di ebbrezza più sospensione della patente per un anno e dieci mesi. La tragedia nei pressi della Lega Navale: perse la vita Andrea De Nigris, sbalzato a 35 metri, rientrava da una festa con un'amica, rimasta gravemente ferita

BRINDISI – E’ stato condannato a un anno, cinque mesi e venti giorni più un anno e dieci mesi di sospensione della patente di guida, lo studente di 19 anni di Brindisi, finito sotto processo con l’accusa di omicidio colposo aggravato dallo stato di ebbrezza, in relazione all’incidente stradale in cui perse la vita Andrea De Nigris, stessa età.

L'auto investitrice-2La tragedia avvenne la notte di Halloween in via Ciriello, nei pressi della sede della Lega Navale di Brindisi: l’imputato era alla guida della Suzuki che travolse De Nigris e una ragazza di 16 anni, rimasta gravemente ferita. I due giovani stavano rientrando a casa dopo essere stati a una festa.

La condanna è stata pronunciata dal gup del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, che nella giornata di ieri si è pronunciato sul patteggiamento proposto dal difensore dell’imputato, dopo il consenso del pubblico ministero titolare del fascicolo, Pierpaolo Montinaro. La famiglia della vittima è stata rappresentata dall’avvocato Carlo Panzuti.

La pena applicata attiene all’accusa di omicidio colposo alla quale è stata aggiunta quella di guida in stato di ebbrezza, entrambe formulate nell’immediatezza dei fatti, per poi essere precisate una volta depositate le conclusioni del consulente tecnico nominato dal pm, l’ingegnere Angelo Nocioni, a cui è stato chiesto di ricostruire la dinamica dell’incidente stradale.

“L’unica causa dell’incidente stradale in cui perse la vita Andrea De Nigris va indubbiamente ricercata nella sconsiderata condotta di guida del ragazzo che era al volante della Suzuki”, si legge nella perizia. “Viaggiava a una velocità notevolmente superiore, 112 chilometri,  rispetto al limite massimo consentito di 50, ed è stato riscontrato un elevato tasso di alcolemico”.

Andrea De Nigris, viso dolce e un cassetto pieno di sogni, stava rientrando a casa dopo essere stato a una festa di Halloween, in compagnia di sua amica, 16 anni, rimasta gravemente ferita nell’impatto. Avrebbe compiuto 19 anni il 30 novembre e aveva terminato gli studi al Liceo scientifico Fermi di Brindisi, chiudendo i cinque anni con ottimi voti.

Il giovane che quella notte era alla guida della Suzuki, studente del Majorana, 19 anni li aveva compiuti la primavera precedente. Stando agli accertamenti condotti dal perito, la Suzuki nel rettilineo che precede la curva di via Ciciriello “aveva raggiunto, come minimo, la velocità di 112 chilometri all’ora”. La strada era asfaltata e senza anomalie, “munita di idonea impianto di illuminazione, era asciutta” e trattandosi di zona ricadente “nel centro abitato, la stessa era ovviamente soggetta al limite massimo di velocità di 50 chilometri”.

Quella curva “poteva essere percorsa al limite dello sbandamento a una velocità di circa 103-104 chilometri”. Tenuto conto, invece, dell’effettiva velocità a cui viaggiava l’auto, il conducente ha “rallentato drasticamente e pur riuscendo a seguire l’andamento del tracciato stradale, si in traversava”: stando ai segni sull’asfalto, secondo il perito, l’auto “derapava e finiva con l’urtare contro il marciapiede-spartitraffico presente sulla destra”.

L’urto sarebbe avvenuto con “la ruota posteriore destra e con il sottoporta dello stesso lato del veicolo” che viaggiava in direzione Casale e che a questo punto avrebbe girato su se stesso “invertendo il senso di rotazione da antiorario ad orario” per “sormontare con la ruota il marciapiede e urtare violentemente i due pedoni.

La ragazza era sullo spartitraffico, De Nigris presumibilmente al lato della carreggiata, stando a quanto è emerso dalle indagini. Urto spaventoso e tremendo, si legge nella perizia: entrambi sono stati “scaraventati” a una distanza di 35 metri, lui sbalzato sul parabrezza mentre l’auto proseguiva nella rototraslazione” per 77 metri, stando anche i rilievi degli agenti della stradale. La Suzuki si sarebbe  “capottata, per fermarsi più avanti”, 32 metri oltre, con la parte anteriore rivolta nella direzione del luogo di originaria provenienza”.

A parere dell’ingegnere, l’unica causa dell’incidente va ricercata nella “condotta di guida del ragazzo, per aver proceduto a velocità davvero sostenuta in una strada del centro abitato e non essere stato conseguentemente in grado di governare a dovere il mezzo”. E’ “dimostrato – ha aggiunto il consulente – che il sinistro sarebbe stato sicuramente evitato qualora avesse proceduto a 50 chilometri orari”. Non solo. “Non è escluso che in questa sua pericolosa condanna di guida possano avere influito le compromesse condizioni psico-fisiche in cui versava” essendo stato accertato un tasso alcolemico compreso tra 1,17 e 1,19 grammi per litro”.

Al tal proposito, nella perizia è stato ricordato che “la legge stabilisce attualmente il limite di 0,5 grammi per litro di alcol nel sangue, come limite oltre il quale il conducente viene definito in stato di ebbrezza e quindi soggetto a provvedimenti sanzionatori”. Il nuovo Codice della Strada, inoltre, “stabilisca una tolleranza zero per i conducenti con meno di 21 anni, coloro i quali hanno conseguito la patente da meno di tre anni e per i conducenti professionali titolari di patente C, D ed E”. In questi casi non è ammessa alcuna assunzione di alcool.

Agli atti dell’inchiesta, risultano anche le testimonianze di tre brindisini, raccolte dagli agenti della sezione Stradale, arrivati sul posto quella notte: un automobilista che poco prima aveva incrociato la Suzuki all’altezza della rotatoria della vecchia sede del comando dei vigili del fuoco e due giovani che erano in un’auto posteggiata nei pressi della lega, i primi a chiedere soccorsi chiamando il 118. Andrea De Nigris era già volato in cielo.

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