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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

“Corruzione Enel, consegnai diecimila euro alle sette del mattino”

Dai verbali dell'imprenditore che ha denunciato i vertici e i dipendenti della centrale di Cerano, alcuni retroscena anche sulle assunzioni che gli furono chieste: "Tra gli operai c'era anche un ragazzo parente di un dirigente della centrale. Fui costretto a licenziare alcuni dei miei dipendenti"

BRINDISI – “Nel periodo natalizio del 2015 consegnai al direttore la somma di diecimila euro nei pressi dello svincolo che dalla superstrada 613 Lecce-Brindisi porta a Cerano. Nel successivo mese di gennaio, altri diecimila euro, nello stesso luogo”. Ai pubblici ministeri titolari dell’inchiesta sul presunto sistema di corruzione interno alla centrale Enel di Brindisi, l’imprenditore di Monteroni che ha denunciato dirigenti e dipendenti ha riferito anche degli incontri al mattino per la consegna delle tangenti.

La procura di Brindisi

Fausto Bassi, all’epoca direttore dell’Unità di business di Cerano, è indagato con l’accusa di corruzione assieme a Fabio De Filippo, e a cinque dipendenti, Carlo De Punzio, Fabiano Attanasio, Vito Gloria, Nicola Tamburrano e Domenico Iaboni. I dipendenti sono stati tutti arrestati il 5 maggio scorso e rimessi in libertà dal gip all’esito dell’incidente probatorio dell’imprenditore essendo cessate le esigenze cautelari legate al rischio di inquinamento delle prove. Il prossimo a essere ascoltato, sarà Iaboni, l’unico a essere stato licenziato dalla società: sarà interrogato con la formula dell’incidente probatorio, di conseguenza le sue dichiarazioni diventeranno prove in vista del processo che i sostituti procuratori Milto Stefano De Nozza e Francesco Vincenzo Carluccio intendo chiedere.

“Nel periodo compreso tra giugno e agosto 2016 consegnai altri 30mila euro, in tranche da diecimila ciascuna”, si legge nel verbale dell’interrogatorio reso dal titolare della ditta edile di Monteroni. Tentò il suicidio nella disperazione conseguente al dissesto in cu’ piombò la sua impresa. “Tengo a precisare che questi sistema mi portò a denunciare tutto alla direzione centrale dell’Enel di Roma, alla quale inviai mail, ma l’azione non ebbe alcuna conseguenza se non quella di incrinare definitivamente i rapporti tra me e l’azienda, già critici in virtù delle assunzioni obbligate e delle modalità d gestione degli appalti”.

“Tra gli operai che fui costretto ad assumere c’era anche un ragazzo parente di un dirigente della centrale”, ha dichiarato l’imprenditore. “Preciso che dovendo mantenere l’equilibrio finanziario della mia azienda, fui costretto a licenziare, mio malgrado, alcuni miei operai di Monteroni di  Lecce”. Il titolare della ditta, nel frattempo, sostiene di essere stato messo nell’impossibilità di accedere all’interno della centrale: “La direzione ha disabilitato il tesserino magnetico di accesso”.

Enel, a sua volta, ha sporto denuncia chiedendo alla Procura di Brindisi di accertare la veridicità del contenuto delle affermazioni dell’imprenditore.

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