Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Riforma del porto, offensiva legale del Comune di Brindisi

I capigruppo di maggioranza e opposizione d’accordo sulla richiesta di moratoria, già approvata in Assise il 15 dicembre 2015. Chiesto un monotematico. Errico pronto a sedersi ai tavoli istituzionali con la sindaca

BRINDISI – Il porto di Brindisi, o meglio la riforma pensata dal ministro Graziano Delrio, riesce a mettere d’accordo maggioranza e opposizioni (frastagliate) sulla necessità di chiedere una moratoria e di avviare un’offensiva legale in grado di fermare la nuova progettualità su cui sta lavorando il Governo Renzi.

Il Comune di Brindisi-2Miracolo politico locale probabilmente, visti i tempi che corrono all’interno della stessa coalizione dei moderati, al timone del Comune.  Certamente un momento di riflessione al quale hanno preso parte i capi gruppo delle forze presenti in Assise, convocati questa mattina dal presidente del Consiglio Pietro Guadalupi dei Cor, in vista di un imminente ritorno in Aula dopo il debutto successivo alla proclamazione degli eletti. Il futuro del porto è stato oggetto di confronto dopo la relazione presentata dal capo di Gabinetto della sindaca, Nicola Zizzi, secondo il quale è ancora possibile chiedere una moratoria di 36 mesi, argomento protagonista della campagna elettorale. Il motivo?

“Nella legge di riforma è previsto che tale richiesta sia avanzata dal Presidente della Regione, Michele Emiliano, entro e non oltre i 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cosa non ancora avvenuta”, spiega con un post su Fb Riccardo Rossi della coalizione Brindisi Smart, puntuale nel rendere pubblico l’esito della conferenza dei capigruppo di oggi. E la richiesta di moratoria porterà la firma della sindaca Angela Carluccio, di ritorno dalle ferie, vale a dire il primo settembre. Non è escluso che la prima cittadina decisa di andare a Bari per parlare direttamente con Emiliano, avendo al suo fianco il neo consigliere politico, Michele Errico, il quale può – in base all’atto di nomina – partecipare a riunioni e tavoli istituzionali. Se così dovesse essere, è prevedibile uno scontro al “vertice” tenuto conto delle questioni rimaste in sospeso, dalla candidatura a sindaco di Nando Marino benedetta dal governatore all’espulsione dal Pd del notaio.

C’è più di qualcuno che nel Palazzo è pronto a scommettere che Errico sia pronto a farsi sentire, sostenuto dai moderati che hanno incentrato la campagna elettorale sulla brindisinità, al motto di “Brindisi più di prima”.

I rappresentanti di maggioranza e delle minoranze hanno anche deciso di rispolverare l'ordine del giorno approvato in Consiglio comunale il 15 dicembre del 2015, con il quale venne deciso all’unanimità procedere anche con azioni legali. Torna d’attualità, quindi, l’offensiva legale rispetto alla riforma portuale. Il nodo da sciogliere adesso è sul tipo di azione e per questo è stato chiesto alla presidenza del Consiglio un parere da richiedere all'ufficio legale del Comune. Compiuto questo passo, dovrebbe essere convocato un Consiglio monotematico sul porto.

Prima di affrontare il caso della riforma, i capigruppo hanno affrontato la questione delle commissioni consiliari da comporre: restano nove, come durante l’Amministrazione precedente, con sei consiglieri di maggioranza e quattro di opposizione. Nella conta dei componenti del gruppo di governo cittadino, Impegno sociale ha fatto di sapere di esserci ma di votare secondo coscienza non essendo in sintonia con la sindaca tanto da restare fuori dalla Giunta. Ma c’è da conteggiare anche il neo gruppo di Pasquale Luperti, nato da una costola di Impegno sociale e costituito da Marika Rollo e da Umberto Ribezzi ex dei Democratici.

Situazione complicata, in altre parole. Situazione che verrà affrontata venerdì prossimo. Dalla prossima settimana, invece, dovrebbe essere affrontato il tema delle società partecipate.

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