Cronaca

I brindisini prendono d'assalto il centro trasfusionale del "Perrino"

Da ieri decine e decine di cittadini si stanno recando presso il centro trasfusionale dell'ospedale Perrino di Brindisi per rispondere alla richiesta di sangue attivata subito dopo il tragico incidente ferroviario avvenuto tra le campagne a nord di Bari. BrindisiReport.it ha raccolto alcune testimonianze.

Il entro trasfusionale dell'ospedale Perrino

BRINDISI - Continua la “chiamata alla solidarietà”, da ieri (12 luglio) infatti decine e decine di cittadini si stanno recando presso il centro trasfusionale dell’ospedale Perrino di Brindisi per rispondere alla richiesta di sangue attivata subito dopo il tragico incidente ferroviario avvenuto tra le campagne a nord di Bari.

Tantissimi i donatori accorsi al primo piano del nosocomio brindisino: madri accompagnate dai figli e soprattutto giovani che hanno aspettato diligentemente il proprio turno prima di riempire le sacche di sangue che serviranno agli oltre 50 feriti, una decina in gravi condizioni, ricoverati negli ospedali dell’hinterland barese.

Oltre 100 i donatori che hanno occupato il corridoio del centro trasfusionale brindisino, una risposta più che soddisfacente per gli infermieri e il primario del reparto ospedaliero, Francesco Cucci: “Da quando la Regione Puglia ha lanciato l’appello Brindisi ha risposto prontamente, come ha sempre fatto d’altronde - spiega a BrindisiReport.it - ho visto moltissimi giovani alla prima donazione, è una cosa che fa ben sperare per il futuro del 'pianeta sangue'. Naturalmente spero che queste azioni non avvengano più in coincidenza di questi episodi drammatici, ma che le donazioni continuino nel tempo. Brindisi ha bisogno di sangue, soprattutto nel periodo estivo”. (In basso un'immagine del primario del centro trasfusionale, Francesco Cucci)

Il-primario-Cucci1-2La richiesta di sangue per il centro trasfusionale è sempre stata al centro del lavoro di associazioni come Avis e Aido che non perdono occasione per lanciare appelli e far partire campagne di raccolta.

“Penso che sia doveroso ringraziare chi, ogni giorno, si prodiga in questa direzione - continua il dottor Cucci - partendo dall’Asl e dal suo direttore generale, Giuseppe Pasqualone, fino ai donatori che rendono possibile tutto ciò, senza dimenticare il personale del centro trasfusionale e dei reparti ospedalieri. Abbiamo tanti operatori in straordinario o che hanno rinunciato alle ferie pur di dare una mano per questo tragico evento. Voglio ringraziare anche le associazioni di volontariato”.

Tanti i giovani, come si è scritto, ma non solo, la richiesta di sangue ha raggiunto numerose persone, diverse fra loro. 

“Io sto qui dalle 8 di mattina - spiega la brindisina Maria Giorgino - sono una donatrice di lunga data. Purtroppo assistere a queste tragedie lascia sempre senza parole, ma rincuora un po’ il fatto di vedere tanti giovani. Anche mio figlio, che, pur avendo una madre donatrice, non era mai stato propenso a tutto ciò, è rimasto particolarmente colpito dal drammatico incidente e ha deciso di donare il proprio sangue”.

C’è anche chi è arrivato dalla provincia, come Luca Chirielli e Raffaele Martina, trentenni di San Pietro Vernotico: “Mi trovo qui per le ferie - dichiara Raffaele Martina - vivo a Padova, sono un poliziotto, appena saputo dell’emergenza sangue per l’incidente ferroviario mi sono precipitato qui con il mio amico. Ho prestato servizio durante le operazioni post terremoto che colpì l’Emilia Romagna e devo dire che in queste occasioni viene fuori la parte più bella del nostro Paese, ma non dobbiamo cullarci, siamo indietro anni luce per quanto riguarda le infrastrutture e dobbiamo colmare questo gap”.

Tra i donatori in attesa c’è anche chi punta il dito su chi ha usato questa tragedia per esprimere commenti razzisti sui pugliesi: “E'  una cosa che mi fa star male - spiega Federica Pizzurro, giovane madre di Cellino San Marco che, accompagnata dal figlio, attende di essere chiamata per la donazione - non è giusto che ci si riferisca a noi pugliesi, ma soprattutto alle vittime e ai feriti dello scontro tra i due treni, in questo modo (diversi i post, apparsi nella giornata di ieri, su Facebook, messaggi venati di razzismo e al vaglio della polizia postale, ndr)”. 

Intanto anche la direzione aziendale dell’Asl di Brindisi, tramite un comunicato stampa, ha voluto “ringraziare tutti i donatori per la straordinaria risposta all’appello lanciato, e ricorda che per fronteggiare la carenza di sangue il centro trasfusionale di Brindisi è aperto ogni giorno dalle ore 8.00 alle ore 20.30, con esclusione del sabato e della domenica, giornate riservate alle raccolte itineranti”.

Basterà recarsi presso il centro trasfusionale, al primo piano della struttura ospedaliera, e, dopo una veloce visita medica per appurare le condizioni di salute necessarie, si potrà donare il proprio sangue. È preferibile non aver mangiato nelle quattro ore che antecedono la donazione, soprattutto latticini, come ricorda il primario del centro trasfusionale.

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