Cronaca

Decreto ingiuntivo per Monteco: la società chiama in giudizio il Comune

Ra Costruzioni rivendica fatture mai saldate nel 2013: il Tribunale accoglie il ricorso, poi autorizza la citazione dell'Amministrazione chiesta dalla società che gestiva il servizio di nettezza urbana. Ma gli uffici di Palazzo di città non forniscono la documentazione

BRINDISI – Settantamila euro per fatture non saldate sono al centro del processo (civile) in cui “litigano” la Ra Costruzioni srl e la Monteco, ma che potrebbe avere conseguenze per il Comune: la prima ha ottenuto decreti ingiuntivi di pari importo, la seconda ha chiamato in giudizio l'Ammnistrazione cittadina che adesso rischia di pagare il debito del vecchio gestore del servizio di igiene urbana.

Mezzi Monteco sul postoLa storia dei due litiganti, con il terzo che potrebbe soccombere, arriva dal Palazzo di giustizia e si riferisce alle tariffe in vigore nell’anno 2013, quale “corrispettivo per tonnellata di rifiuto prodotto dal Comune di Brindisi e conferito, per conto di quest’ultimo, dalla società Monteco presso l’impianto di trattamento di via per Pandi”, di proprietà della stessa Amministrazione cittadina.

Monteco era già affidataria del servizio di igiene urbana in virtù del contratto sottoscritto il 24 aprile 2013. I lavori di adeguamento del sito era stato eseguiti dall’associazione temporanea di imprese costituita originariamente tra Asws International e Global Construction a seguito della gara idnetta dall’Ato Brindisi 1. La gestione dell’impianto era stata successivamente affidata alla Ati cui era subentrata Ra il luogo della mandante Global Costruction.

I legali di Ra sostengono che la società abbia  emesso regolari fatture per 68.469 euro e 60 euro, ma di non averne ottenuto il saldo e per questo hanno deciso di procedere con ricorso in Tribunale, chiedendo l’emissione di un decreto ingiuntivo pari alla somma a credito, a cui devono essere aggiunti interesse e spese monitorie. Il giudice, sulla base degli atti depositati, ha riconosciuto le ragioni della Ra e ha emesso il decreto ingiuntivo. Il provvedimento risale al 16 giugno 2015.

L'avvocato Francesco Trane-2Nel frattempo, Monteco ha proposto opposizione tramite i suoi avvocati e ha chiesto al giudice di “autorizzare la chiamata in causa del Comune di Brindisi, ritenuto unico ed esclusivo obbligato al pagamento delle somme: il Tribunale si è pronunciato lo scorso 15 gennaio e ha accolto l’istanza avanzata dalla società Monteco, di conseguenza l’Amministrazione è stata chiamata in causa e dovrà comparire in udienza il prossimo 6 maggio.

A Palazzo di città il “caso” è finito sulla scrivania del sub-commissario Maria Antonietta Olivieri che, con i poteri della Giunta, ha deliberato la nomina degli avvocati interni Francesco Trane e Monica Canepa per la difesa degli interessi dell’Ente. Anche se gli uffici competenti ai quali lo stesso Trane aveva chiesto la documentazione necessaria per ricostruire i passaggi della storia, dai Lavori pubblici all’Igiene urbana, non hanno risposto. E tanto è stato lamentato dallo stesso responsabile dell’ufficio Affari legali, per il quale la difesa del Comune  è comunque opportuna.

  

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