Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Comune, l’ex dirigente dell’Anagrafe chiede 50mila euro

Lino Ostuni ottiene un decreto ingiuntivo dal Tribunale di Brindisi: “Indennità di risultato non pagata nel 2011 e 2012”. L’Ente si oppone e ricorre con le avvocatesse a cui non intende riconoscere i compensi già assegnati dal giudice

BRINDISI – Stagione di decreti ingiuntivi notificati al Comune di Brindisi: l’ultimo (in ordine di tempo) è stato ottenuto dall’ex dirigente del settore Anagrafe, Lino Ostuni, per poco meno di 50mila euro, somma che il Tribunale ha riconosciuto in relazione alle indennità di risultato nel 2011 e nel 2012.

L’ingiunzione di pagamento è stata notificata il 18 novembre 2016 a Palazzo di città, ma l’Amministrazione comunale non intende procedere al versamento in favore del funzionario andato in pensione il primo gennaio 2013. La Giunta, poco prima di essere azzerata dalla sindaca Angela Carluccio, per continue liti interne, ha deliberato di presentare opposizione affidando incarico alle avvocatesse interne Monica Capena ed Emanuela Guarino, le stesse che hanno ottenuto un decreto ingiuntivo per competenze professionali a seguito della conclusione favorevole delle controversie seguite nell’interesse del Comune. Somme pari a 5.382,30 euro a testa, che anche in questo caso l’Ente non intende pagare.

Le due vicende, quindi, si intrecciano sia pure con motivazioni differenti alla base. Per l’ex dirigente Ostuni, il credito oggetto di contenzioso è stato riconosciuto dal Tribunale “sulla base di valutazioni positive espresse dal Nucleo di valutazione, in applicazione a quanto previsto” da un “decreto legislativo del 2009 e da una determina del dirigente del settore Risorse Umane”. Ma dagli uffici in questione, non sarebbe arrivato alcun elemento utile per ricostruire la storia, nonostante ci siano stato due richieste scritte dal capo dell’ufficio legale interno, Francesco Trane. In attesa di riscontri, l’avvocato ha chiesto agli assessori di pronunciarsi sull’opposizione e così è stato fatto.

Per le due avvocatesse il contenzioso approda dinanzi alla Corte d’Appello di Lecce perché il Comune aveva già presentato opposizione al decreto ingiuntivo, ma il Tribunale lo scorso 23 novembre ha rigettato. Da qui il ricorso ai giudici salentini, affidato dalla Giunta all’avvocato Sandro Stefanelli.

In questo caso l’Ente sostiene che l’importo chiesto dalle avvocatesse vada ripartito anche con il dirigente Francesco Trane, legato da contratto fiduciario, e non a tempo indeterminato come Canepa e Guarino, entrambe capo sezione. Le due professioniste sono rappresentante in giudizio dall’avvocato Massimo Ciullo.

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