Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Scu, definitiva la condanna a quattro anni per il geometra Centonze

La Cassazione respinge il ricorso per il brindisino rimasto libero e per altri sei imputati. Solo per il pentito Francesco Gravina, alias il Gabibbo, disposto l’annullamento con rinvio: “Rideterminazione della pena, per l’attenuante della collaborazione”.

BRINDISI – La condanna legata all’inchiesta Die Hard sulla resistenza e sull’appartenenza alla Sacra Corona Unita è diventata definitiva per il geometra di Brindisi Antonio Centonze: ieri la Cassazione ha respinto il ricorso, confermando i quattro anni di reclusione inflitti in Appello, con rito abbreviato, a fronte dei sei iniziali, dopo la derubricazione del reato di estorsione a violenza privata.

Antonio CentonzeA breve sarà notificato l’ordine di carcerazione a Centonze, 47 anni (nella foto), rimasto libero in attesa della conclusione dei tre gradi di giudizio. Così come libero è rimasto Marco Petrachi, 28 anni di Brindisi,  condannato in via definitiva  a 4 anni e 8 mesi di reclusione, rispetto ai 5 anni e 4 mesi del primo grado di giudizio, con riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti all’aggravante.

La Cassazione ha respinto  il ricorso di Petrachi e degli altri, fatta eccezione per il pentito Francesco Gravina, tutti ristretti in carcere dopo il blitz della Mobile del 9 maggio 2012: Rosario Capodieci, 36 anni, di Mesagne, è stato condannato a 9 anni e a 2600 euro di multa, rispetto agli otto anni inflitti in primo grado, per effetto di un cumulo legato al riconoscimento della continuazione fra due sentenze;  Nicola Destino, 27 anni, di Mesagne a 10 anni; Cosimo Giovanni Guarini, 36 anni, di Mesagne,  a 4 anni;  Marcello Romano, 38 anni, di Mesagne a 6 anni e 6 mesi; Giovanni Longo, 42 anni, di Mesagne a 10 anni.

Francesco Gravina, GabibboDovrà, invece, essere rideterminata la pena per il collaboratore Gravina, detto il Gabibbo (in foto): la Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio in relazione al riconoscimento dell’attenuante prevista per i pentiti. Gravina in Appello è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione e a una mula di 2mila euro, rispetto ai 10 anni inflitti in primo grado.

Secondo l’accusa mossa alla base dell’inchiesta chiamata Die Hard, i componenti dell’associazione avrebbero commesso una “serie indeterminata di reati con particolare riferimento al traffico di sostanze stupefacenti, alle estorsioni, al gioco d’azzardo e al controllo delle attività criminali”.

Operazione Die Hard“In virtù di un capillare controllo del territorio, della disponibilità di armi e di notevoli quantità di denaro, della saldezza e della stabilità del vincolo tra gli associati, il sodalizio si avvaleva della forza intimidatoria derivante tra l’altro dal ruolo di Ercole Penna e Daniele Vicientino quali successori di Antonio Vitale nella posizione di vertice”, è scritto nel capo di imputazione suffragato dai verbali resi da Penna e più di recente da Gravina, tornato a parlare di Centonze a proposito di affiliazioni alla Scu. Stralci di queste dichiarazioni risultano anche dell’ultima ordinanza di arresto ottenuta dai pm della Dda di Lecce, sotto la voce The Beginners sui presunti volti nuovi del sodalizio di stampo mafioso.

L’ultima inchiesta della Dda non è stata ancora chiusa. Il Tribunale del Riesame ha confermato l’ordinanza di arresto.

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