menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Dieci ex vigilantes di Autigno chiedono il passaggio alla Multiservizi

Ricorso in Tribunale dopo aver svolto i servizi di portierato e guardiania ad Autigno e all’impianto di Cdr prima alle dipendenze dell’Ipi e poi della partecipata del Comune

BRINDISI – C’è un altro ricorso legato alle vicende della discarica di Autigno e dell’impianto di Cdr prima affidati alla Nubile: dieci brindisini hanno citato in giudizio il Comune e la Multiservizi per chiedere l’assunzione immediata con passaggio diretto senza periodo di prova, dopo aver svolte le funzioni di custodia e guardiania nei due siti.

La discarica di Autigno 4-2Il ricorso è stato notificato a Palazzo di città via mail, posta certificata, lo scorso 20 aprile, dall’avvocato che rappresenta i dieci: Patrizio Truppi, Vittorio Narducci, Marco Campicelli, Andrea Iaia, Fabio Micaletto, Alessandro Barranco, Cosimo De Tommasi, Cosimo Corlianò, Marcello Campicelli ed Amedeo Neglia.

Sostengono di “aver lavorato alle dipendenze della società Ipi investigazioni srl dal 2010 sino al 18 dicembre 2015 occupandosi dei servizi di portierato e di custodia” sia presso la discarica di Autigno che l’impianto di Cdr che si trova sulla strada per Pandi, zona industriale di Brindisi, entrambi di proprietà del Comune. Avrebbero lavorato in “ in regime di subappalto concesso da Nubile”, il cui contratto con l’Amministrazione è stato risolto per gravi inadempienze il 9 novembre 2015, come risulta dalla determina del settore Ecologia e Ambiente.

Brindisi MultiserviziL’Amministrazione “al fine di garantire la continuità dei servizi lo affidata direttamente e in via temporanea alla Ipi di Brindisi che lo eseguiva con le stesse unità di personale impiegate presso le sedi”. Cosa è successo dopo? “A far data dall’8 aprile scorso, la Multiservizi, società partecipata del Comune, subentrava nell’affidamento del servizio senza operare il passaggio diretto dei lavoratori alle dipendenze della stessa”. Almeno questo è quanto sostiene il loro legale, secondo il quale sarebbe stata “violata la normativa pattizia di categoria e per questo motivo il comportamento dell’azienda sarebbe illegittimo e lesivo dei loro diritti”.

A giudizio degli avvocati interni di Palazzo di città il ricorso è infondato, motivo per il quale è stato chiesto al commissario di far costituire il Comune in giudizio. Delibera approvata, con nomina dei legali Francesco Trane e Monica Canepa.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Puglia. Wedding: regole sanitarie e "covid manager" per ripartire

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento