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Scu, blitz Omega: tra gli indagati prevale il silenzio

Primi interrogatori per rogatoria in carcere tra Bari, Taranto e Belluno dove sono ristretti i brindisini accusati di associazione mafiosa e narcotraffico. Facoltà di non rispondere per Benito Clemente, più volte nominato dal pentito Campana, Pietro Soleto e Antonio Saracino. Difensori al Riesame

BRINDISI – Ha prevalso il silenzio davanti al gip tra i brindisini arrestati dai carabinieri nel blitz Omega con l’accusa di aver fatto parte di una frangia della Sacra Corona Unita, ritenuta attiva tra Cellino San Marco e San Donaci, nel traffico di droga.

Il primo giro di interrogatori è iniziato oggi per rogatoria e si è svolto tra le carceri di Belluno, Bari e Taranto, dove erano già detenuti e dove sono state notificate le ordinanze di arresto ottenute dalla Dda di Lecce, anche sulla base delle ultime dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, ascoltati dopo l’omicidio di Antonio Presta, avvenuto a San Donaci, la sera del 5 settembre 2012.

Ha scelto la facoltà di non rispondere Benito Clemente, difeso dall’avvocato Ladislao Massari: l’indagato è accusato anche dell’attentato ai danni della villetta del maresciallo Francesco Lazzari, comandante della stazione di San Donaci, il 19 dicembre 2012. Per l’azione sarebbe stato usato del tritolo. L’accusa è stata mossa in concorso con Antonio Saracino, difeso dagli avvocati Carmelo Molfetta e Silvio Molfetta, anche lui rimasto in silenzio davanti al giudice per le indagini preliminari. Il maresciallo, stando a quanto si legge nel provvedimento di arresto, era diventato “insopportabile” per i controlli successivi all’omicidio. In silenzio anche Pietro Soleti, difeso da Massari. Di Clemente e Soleti ha parlato diverse volte il pentito Sandro Campana, ricostruendo la rete delle affiliazioni di cui sostiene di essere a conoscenza.

Nessuna spiegazione, al momento, è stata offerta da Giuseppe D’Errico, difeso dall’avvocato Giancarlo Camassa, per il quale c’è la contestazione legata al ferimento a colpi di pistola di Cosimo Fullone. Il penalista ha già depositato ricorso al Riesame in relazione all’appartenenza di D’Errico alla Sacra Corona Unita.

La stessa scelta, per ora, è stata assunta da Daniele D’Amato, Nicola Taurino e Marco Ferulli, tutti difesi dall’avvocato Francesco Cascione. Identica decisione è stata assunta da Chiriatti, difeso dall’avvocato Giacomo Serio, e da Brando Antonio Lutrino, difeso dall’avvocato Mario Laveneziana.Facoltà di non rispondere, inoltre, per Stefano Immorlano, difeso dall'avvocato Rocco Vincenti.

Hanno, invece, respinto le accuse professandosi innocenti Luca Goffredo, ritenuto affiliato alla Scu, e Massimiliano Pagliara, accusato di narcotraffico, entrambi difesi dall’avvocato Domenico Attanasi.  Ha rivendicando la propria estraneità ai fatti, Vincenzo Maiorano, difeso dagli avvocati Daniela d’Amuri e Francesco Cascione, il quale al gip del Tribunale di Bari ha precisato di aver fatto uso di droga.  Onofrio Corbascio, difeso dall’avvocato Raffaele Missere, ha sottolineato al gip di aver già pagato in passato per contestazioni mosse dalla Dda. Il fratello, Antonio Corbascio, è assistito da Giuseppe Serio. Domani seconda tranche di interrogatori tra Lecce e Brindisi.

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