Cronaca

Scu, condanna definita per Antonio Centonze: in carcere

Eseguito l'ordine di carcerazione a carico del geometra di Brindisi: la Cassazione lo scorso 3 maggio aveva respinto il ricorso per l'imputato finito in carcere nel blitz Die Hard e poi rimesso in libertà. In carcere anche Marco Petrachi. Pene definitive per altri quattro, già ristretti

BRINDISI – Diventata definitiva la condanna legata all’inchiesta Die Hard sulla resistenza e sull’appartenenza alla Sacra Corona Unita è stato eseguito l’ordine di carcerazione per il geometra brindisino Antonio Centonze, 47 anni, e per Marco Petrachi, brindisino anche lui, 28 anni.

Antonio Centonze-2Marco Petrachi-2I due imputati (nelle foto accanto) sono stati tratti in arresto nella giornata di oggi, a distanza di poco più di un mese dalla pronuncia della Cassazione, a cui avevano presentato ricorso i difensori: gli Ermellini il 3 maggio scorso hanno respinto l’istanza, confermando la sentenza di condanna inflitta in Appello, con rito abbreviato, strada scelta una volta arrivato il rinvio a giudizio a conclusione dell’inchiesta che sfociò nel blitz della Squadra Mobile del 9 maggio 2012. Entrambi dopo l’arresto erano tornati in libertà.

Per Centonze la condanna definitiva è pari a quattro anni di reclusione a fronte dei sei iniziali, dopo la derubricazione del reato di estorsione a violenza privata Marco Petrachi, 28 anni di Brindisi,  condannato in via definitiva  a 4 anni e 8 mesi di reclusione, rispetto ai 5 anni e 4 mesi del primo grado di giudizio, con riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti all’aggravante.

La Cassazione ha respinto anche i ricorsi di: Rosario Capodieci, 36 anni, di Mesagne, è stato condannato a 9 anni e a 2600 euro di multa, rispetto agli otto anni inflitti in primo grado, per effetto di un cumulo legato al riconoscimento della continuazione fra due sentenze;  Nicola Destino, 27 anni, di Mesagne a 10 anni; Cosimo Giovanni Guarini, 36 anni, di Mesagne,  a 4 anni;  Marcello Romano, 38 anni, di Mesagne a 6 anni e 6 mesi; Giovanni Longo, 42 anni, di Mesagne a 10 anni. Sono tutti già ristretti in carcere.

Francesco GravinaDovrà, invece, essere rideterminata la pena per il collaboratore Gravina, detto il Gabibbo (in foto): la Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio in relazione al riconoscimento dell’attenuante prevista per i pentiti. Gravina in Appello è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione e a una mula di 2mila euro, rispetto ai 10 anni inflitti in primo grado.

Secondo l’accusa mossa alla base dell’inchiesta chiamata Die Hard, i componenti dell’associazione avrebbero commesso una “serie indeterminata di reati con particolare riferimento al traffico di sostanze stupefacenti, alle estorsioni, al gioco d’azzardo e al controllo delle attività criminali”.

“In virtù di un capillare controllo del territorio, della disponibilità di armi e di notevoli quantità di denaro, della saldezza e della stabilità del vincolo tra gli associati, il sodalizio si avvaleva della forza intimidatoria derivante tra l’altro dal ruolo di Ercole Penna e Daniele Vicientino quali successori di Antonio Vitale nella posizione di vertice”, è scritto nel capo di imputazione suffragato dai verbali resi da Penna e più di recente da Gravina, tornato a parlare di Centonze a proposito di affiliazioni alla Scu. Stralci di queste dichiarazioni risultano anche dell’ultima ordinanza di arresto ottenuta dai pm della Dda di Lecce, sotto la voce The Beginners sui presunti volti nuovi del sodalizio di stampo mafioso.

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