Cronaca

Mala & droga, 22 brindisini imputati: i ricavi dello spaccio destinati anche ai detenuti

Contestate estorsioni a negozianti, paninari e ristoratori: fuoco e bombe tra il 2009 e il 2010. Il processo, con rito ordinario, scaturito dal blitz della Dda Game Over del 18 novembre 2013

La conferenza stampa del blitz Game Over e in basso Raffaele Renna, già condannato in abbreviato

BRINDISI – Game over dopo il blitz della Dda di Lecce su mala, droga ed estorsioni: oggi, a distanza di quasi tre anni dagli arresti, è iniziato il processo per 22 brindisini accusati di aver fatto parte di un gruppo di stampo mafioso riconducibile a Salvatore Buccarella e a Francesco Campana che, per conto di Raffaele Renna, coordinava lo spaccio di droga e le estorsioni ai danni di titolari di esercizi commerciali, ristoratori e paninari.

Gli imputati sono: Giampiero Alula, Marco Asuni, Cosimo Candita, Robert Candita, Luca Ferì, Pamela Fortunato, Francesco Francavilla, Alessandro Guido, Giuseppe Litti, Antonia Serra, Alessandro Spedicati, Massimo Spedicati, Carmela Tafuro tutti di San Pietro Vernotico.  

Sotto processo anche:  Giovanni Maiorano, Raffaella Malatesta di Torchiarolo, Giovanni Mariano di Taurisano, Patrizia Piccinni di Cellino San Marco, Gianluca Prefetto di San Pietro Vernotico, Fabio Rillo di Brndisi, Sabino Roberto di Andria, Maria Carmela Rubini di San Pietro Vernotico, Maurizio Screti di San Pietro, Vittorio Seccia di Cerignola in provincia di Foggia.

Oggi dinanzi al Tribunale di Brindisi, in composizione collegiale, è iniziata l’istruttoria dibattimentale, mentre è già arrivata la sentenza di condanna per gli imputati che hanno scelto il giudizio con rito abbreviato, ottenendo in tal modo la riduzione di un terzo della pena. La condanna più pesante è stata inflitta a Raffaele Renna, detto Puffo: 16 anni e otto mesi perché ritenuto figura di primo piano del gruppo, così come aveva sostenuto il pm della Dda Alberto Santacatterina nel corso della requisitoria e prima ancora nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita il 18 novembre 2013.

Raffaele RennaRenna dal carcere, stando all’impostazione accusatoria, avrebbe gestito l’attività di spaccio, i cui proventi venivano in parte destinati al sostentamento delle famiglie dei detenuti, per conto della “frangia operante nella provincia di Brindisi e in particolare a Tuturano, Cellino San Marco, San Pietro Vernotico, San Donaci e Torchiarolo”. Gli ordini sarebbero stati consegnati all’esterno dalla zia di “Puffo”, Maria Carmela Rubini, e sarebbero stati eseguiti da: Cristian Tarantino, Jonni Serra,  Mario Conte e Sebastiano Esposito, i primi tre già condannati in abbreviato.

Allo spaccio avrebbero partecipato: Antonio Saponaro, Pietro Sapnaro, Cosimo Candita, Maurizio Trenta, Simone Contaldo, Cosimo Fina, Davide Bonetti, Antonio Bonetti e Giampiero Alula. Assolto da questo capo di imputazione Alfredo Epifani, il quale già in sede di Riesame ottenne l'annullamento del capo di imputazione, ora sotto processo in abbreviato per associazione di stampo mafioso (pende l'Appello).

Tra le contestazioni mosse, anche quella di aver preteso “la somma pari a 50mila euro da Alessandro Fago già affiliato alla Sacra Corona Unita”: l’estorsione è stata contestata a Domenico D’Agnano, Luca Ferì, Giampiero Alula e Antonio Bonetti. In concorso tra loro avrebbero “danneggiato le attività commerciali e gli immobili di proprietà o gestititi dalla famiglia Fago”. La richiesta di denaro sarebbe stata determinata anche “dal rapporto di parentela con Francesco Argentieri, a sua volta esponente dell’associazione”.

Nella logica intimidatoria, D’Agnano avrebbe fatto esplodere una bomba per danneggiare il Fiat Iveco di Pancrazio Fago, mentre Luca Ferì avrebbe esploso un colpo di pistola contro la rivendita di panini gestita dai parenti di Alessandro Fago. E ancora, D’Agnano avrebbe danneggiato il manufatto in legno adibito a ristorante a Campo di Mare, sempre con una bomba, e avrebbe appiccato il fuoco all’abitazione provocando l’incendio di due camere da letto e il crollo del muro divisorio.

I fatti contestati risalgono agli anni 2009, 2010, 2011. Episodi venuti a galla dopo gli arresti nell’ambito delle inchieste "Fire" e "New Fire", sempre per associazione mafiosa, nel corso delle quali furono  arrestati giovani ritenuti espressione della nuova Sacra Corona Unita, operanti tra i Comuni di Cellino San Marco, San Pietro Vernotico e Torchiarolo.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Cosimo Lodeserto, Giuseppe Guastella, Ladislao Massari, Donata Perrone, Vincenzo Catamo, Alessandra Viterbo, Carlo Carrieri, Fabio Di Bello, Domenico Valletta, Giuseppe De Luca, Enrico Chirivì, David Alemanno, Francesco Santangelo e Claudio Cioce.

 

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