Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Inseguimento a 200 all'ora: trovati con kalashnikov

Due brindisini arrestati dai Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Bari: presi sulla Statale 16, viaggiavano su un'Audi A6,in direzione di Brindisi. Le armi in uno scatolone nel bagagliaio. In tasca avevano tremila euro

Le armi trovate dai finanzieri

BRINDISI - Inseguimento sul filo dei 200 chilometri sulla Statale 16: due brindisini sono arrestati perché trovati in possesso di due “Kalashnikov” modello AK-47 di fabbricazione sovietica, 92 cartucce calibro 7.62 da guerra, e 3 caricatori.  Tutto nascosto nel portabagli, all'interno di una scatola di cartone.

Giovanni CiccaroneGli arrestati: Alla guida del veicolo c'era Carmelo Semerano. 55 anni con precedenti anche per reati di tipo mafioso, con lui Giovanni Ciccarone, 48 anni (nella foto accanto). Sono entrambi residenti ad Ostuni e sono difesi dall'avvocato Mario Guagliani.

I due viaggiavano a bordo di un'Audi A 6 e sono stati fermati dai  Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Bari,  lungo la Statale 16 una potente Audi A6,  in direzione di Brindisi.

Dopo un complesso e delicato inseguimento, i “Baschi Verdi” sono riusciti a fermare  l’autovettura, senza che peraltro si verificasse alcun incidente e garantendo la sicurezza degli altri utenti della strada: l'Audi è stata intercettata all'altezza di Monopoli ed è stata fermata poco prima dell'uscita per Torre Canne.

Si procedeva, così, ad un accurato controllo sia dei soggetti che dell’autovettura, all’esito del quale veniva rinvenuto, nel bagagliaio, all’interno di uno scatolone di cartone un compressore d’aria che attirava la curiosità dei finanzieri per un insolito sistema di chiusura della bombola, costituito da una fascetta metallica, piuttosto che da una saldatura.

Questo particolare ha insospettito i militari, i quali hanno smontato il pezzo, scoprendo che il compressore custodiva un vero e proprio arsenale: due “Kalashnikov” modello AK-47 di fabbricazione sovietica, 92 cartucce calibro 7.62 da guerra, e 3 caricatori. Sono stati trovati anche tremila euro in contanti, dei quali non hanno saputo fornire valida giustificazione.

I Kalashnikov sequestrati sono risultati modificati, poiché, rispetto al modello originale, privi del calcio al fine di rendere l’arma più maneggevole e facilmente occultabile. I due sono quindi stati arrestati ed associati alla casa circondariale di Brindisi, mentre l’armamento da guerra, l’autovettura ed il contante sono stati posti sotto sequestro.

Proseguono le investigazioni per individuare l’area di destinazione delle armi. C'è il sospetto che i due arrestati possano avere contatti con organizzazioni di altro tipo. Ciccarone è stato arrestato l'ultima volta il 2 agosto 2003 nell'ambito dell'inchiesta chiamata "Omnibus" condotta dai poliziotti del Commissariato di Ostuni: in quella occasione finirono in carcere 12 persone con l'accusa di aver fatto parte di un'associazione per delinquere finalizzata al compimento di furti, rapine, estorsioni, spaccio di droga e di banconote false tra il Brindisino e la Campania con particolare riferimento alla zona di Pomigliano d'Arco.Ciccarone venne rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame venti giorni dopo il blitz.

Nel lontano 2002, nel mese di dicembre, finì in carcere con l'accusa di essere stato tra le figure di primo piano di un sodalizio specializzato nel traffico di sigarette di contrabbando.

Anche per Carmelo Semerano c'è un precedente legato al periodo del traffico delle bionde nel Brindisino.

articolo aggiornato alle 9,10

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