Cronaca

Sparatoria dopo una lite tra ex coniugi: condannati due brindisini

Gianluca Tanzarella e Francesco De Rinaldis imputati in abbreviato: tre anni al primo ritenuto autore materiale, un anno e sei mesi (pena sospesa) all'altro per favoreggiamento. I colpi di fucile esplosi il 19 agosto scorso in piazza Botticelli: movente privato per contrasti tra famiglie dopo un divorzio

BRINDISI - Prima la lite telefonica tra ex coniugi, poi la sparatoria a titolo di vendetta in piazza Botticelli, rione Paradiso, su iniziativa di un familiare della donna separata, e oggi il processo con condanna per due brindisini: tre anni di reclusione sono stati inflitti a Gianluca Tanzarella, 41 anni, ritenuto autore materiale, e un anno e sei mesi, pena sospesa, per Francesco De Rinaldis, 28, accusato di favoreggiamento.

Sono stati giudicati con rito abbreviato in relazione a quanto avvenne la mattina del 19 agosto dello scorso anno, quando colpi di fucile calibro 12 furono esplosi contro la finestra di un condominio al civico 9. La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio di oggi dal gup Tea Verderosa dinanzi al quale è stato incardinato il processo  iniziato lo scorso 9 marzo.

sparo piazza botticelli-2-2Il pubblico ministero aveva chiesto quattro anni per Tanzarella, difeso dall’avvocato Laura Beltrami, per nove capi di imputazione, e due anni per De Rinaldis, assistito dall’avvocato Luca Leoci. Il gup è arrivato a conclusioni differenti dopo le arringhe dei penalisti e ha riconosciuto a Tanzarella le attenuanti generiche con giudizio di equivalenza alle contestate aggravanti, accogliendo anche la richiesta dell’avvocato Beltrami di attenuazione della misura cautelare.

Tanzarella, quindi, dopo la lettura del dispositivo ha lasciato il carcere per i domiciliari. Arresti domiciliari erano stati già chiesti dall’avvocato Leoci per De Rinaldis al quale il gup ha riconosciuto il beneficio della sospensione della pena considerando il suo status di incensurato. Le motivazioni saranno depositate fra sessanta giorni.

Tanzarella avrebbe agito per vendicare il torto subito al telefono da un suo familiare, subito dopo un diverbio tra ex coniugi. E’ finito sotto processo per detenzione e porto di arma clandestina in relazione al fucile calibro 12, semiautomatico, con una canna, ricettazione della stessa essendo la matricola abrasa, danneggiamento aggravato per aver sparato prendendo di mira la finestra dell’appartamento in cui vive la persona che, secondo Tanzarella, aveva sbagliato a rimproverare il congiunto, e ancora di violazione degli obblighi imposti dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale a cui, in quel periodo, era sottoposto.

De Rinaldis, invece, risponde di favoreggiamento personale perché dopo la sparatoria “aiutava Tanzarella ad eludere le indagini, ospitandolo nella sua abitazione e consentendogli di sotterrare il fucile e le munizioni, e di detenzione dell’arma. Entrambi furono arrestati nel pomeriggio del 19 agosto 2015, dopo una serie di verifiche incrociate che videro al lavoro i carabinieri del Nucleo Operativo e radiomobile della Compagnia di Brindisi e gli agenti della Squadra Mobile. 

Militari e poliziotti, dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni residenti e aver visionato le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza di in negozio vicino, piombarono nell’abitazione di campagna di De Rinaldis e qui trovarono Tanzarella. De Rinaldis cercò di sviare l’attenzione degli investigatori per favorire la fuga dell'amico, ma senza esito. La perquisizione domiciliare portò al rinvenimento di  un fucile calibro 12 a canne mozze e con matricola abrasa, occultato in una cassa di legno seppellita all’interno del giardino stesso.

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