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Rapina in trasferta a Terni 12 anni fa: due brindisini sotto processo

Ivano Cannalire e Marco Greco sotto processo per il colpo da 59mila euro consumato nel 2005 in una banca: chiesta la condanna a tre anni e quattro mesi nell'Appello bis a Salerno, ma la Corte dispone a sorpresa l'ascolto di tre nuovi testimoni

BRINDISI – Appello bis per i brindisini Ivano Cannalire e Marco Greco, imputati a Salerno per una rapina consumata in una banca di Terni, armati di taglierini: il procuratore generale ha chiesto la condanna a tre anni e quattro mesi per entrambi, arrestati nel 2005 e poi assolti in primo e secondo grado dall’accusa, ma per la Corte è necessario ascoltare tre nuovi testimoni.

I giudici hanno disposto la citazione dei genitori di Ivano Cannalire e di un dipendente che all’epoca lavorava in banca. Nessuno dei tre è stato mai sentito, perché gli imputati furono giudicati con rito abbreviato. L’ordinanza della Corte è stata depositata nel tardo pomeriggio di oggi, dopo la requisitoria del pg e le arringhe dei difensori Daniela d'Amuri e Ladislao Massari. I penalisti hanno, evidentemente, scalfito il teorema accusatorio se è stata disposto la citazione di tre testi. Dovranno rispondere alle domande dei giudici e solo dopo la Corte si ritirerà in camera di Consiglio per la sentenza.

Cannalire, 34 anni, e Greco, 33, sono entrambi nati e residenti a Brindisi sono finiti di nuovo sotto processo dopo che il pg ha presentato ricorso in Cassazione in seguito all’assoluzione in appello, in linea con la pronuncia del Tribunale, ottenendo l’annullamento con rinvio. Da qui il nuovo appello a Salerno, con discussione nella mattinata di oggi.

Il colpo venne portato a termine 12 anni fa in una banca alle porte di Terni: entrarono in azione due ragazzi, con volto nascosto da passamontagna, e taglierini in mano. Intimarono ai cassieri di consegnare il denaro e andarono via con 59mila euro. La pista brindisina iniziò a prendere consistenza nel momento in cui furono ascoltati alcuni testimoni che riuscirono ad annotare alcuni numeri di targa: l’auto era in uso a Greco, il primo nome a venire a galla. L’incrocio delle frequentazioni e la presenza indicata dalle celle telefoniche portò a Cannalire.

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